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13/06/2k26 - Strategia Quokka: Se funziona comunque perché no?
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13 . 06 . 2026

Rivalsa e riscatto

Per spiegare l'esistenza dei PM l'umanità ha fatto ricorso di volta in volta alla scienza, al mito o ad oscure gematrie... senza mai giungere a una parola definitiva. I PM sono un mistero tuttora inspiegato, come l'origine dell'universo o il finale di Una Poltrona Per Due.
O il significato di, ehm, “strategia quokka” nella strip odierna.

Nei giorni scorsi si sono aperte le cataratte dei cieli, e ne sono precipitati tanti e tali annunci videoludici che non è bastato un editoriale più lungo della media a dar ragione di tutto. Ne avevo preannunciato una seconda parte: eccola qui.
Ma che noia, che prevedibilità! Fossi davvero uno spirito libero, magari oggi mi prenderebbe il ghiribizzo di scrivere diecimila caratteri su, che ne so, la composizione delle inquadrature nella trilogia romantica di Wong Kar-Wai, o sulla nomenclatura esatta dei vari giochi della serie di Darkstalkers di Capcom (avete mai fatto caso ad esempio che il seguito di “Darkstalkers: Night Warriors” si intitola “Night Warriors: Darkstalkers”?! Ma ci pensate mai?).
E invece no. Altri giochi.
Avrebbe ad esempio catturato il mio interesse 1666: Amsterdam, per l'ambientazione, i numerosi gatti e la città di Amsterdam stessa che per varie ragioni porto nel cuore... e invece poi è uscita la demo, e fa schifissimo. Vedremo.

Poi mi ha stupito Into the Wind, con un'estetica da studio Ghibli (mi odio per aver scritto una simile banalità, ma purtroppo è proprio così) e anche un tasso tecnico decisamente superiore al solito per un giochetto a budget contenuto. Il volo mi piace, la promessa di un gameplay basato sulle consegne come insegna Death Stranding, anche.
Su Virtua Fighter 6 ho già commentato a caldo, ma è stato un tale terremoto psichico che le scosse sono arrivate anche su questo editoriale. Fosse stato un semplice picchiaduro 1vs1 benissimo, ma non mi sarei stracciato le vesti prima di toccarlo con mano (con le mie manine da tenero, poi!). E invece SEGA ha voluto strafare, e si è inventata tutta una cornice con un'isola del Sud-Est Asiatico su cui le armi da fuoco sono bandite, e su quest'isola una città multiculturalissima in preda a una criminalità feroce (ma multiculturalissima), e in questa città un... un torneo di combattimento.
E pare non sarà solo una cornice, ma un vero e proprio Virtua Fighter RPG: che era poi il nome in codice del progetto visionario che divenne Shenmue nel 1999 o giù di lì.

Ryo sono io, dal 1999.

E dunque mi pare un sogno romantico, una storia di rivalsa e riscatto per SEGA come nelle storie di arti marziali più sentimentali. Speriamo bene.
Anche Final Fantasy non si è fermato all'annuncio dell'inevitabile conclusione del remake del VII, Tifa e tutto il resto... c'è anche un nuovo Final Fantasy in 2D.

Diamoci un attimo per calmare i battiti.

In realtà pare che sia la riedizione riveduta e ampliata di un giochetto antologico con i personaggi di tutti i Final Fantasy, già uscito per le macchinette del Demonio. Un irresistibile richiamo per i polli come me, una trappola per catturare tutti i vecchiacci bavosi come me, con lo sviluppo fermo ai quindici anni.
Ma non importa: è in 2D (-HD!) coi combattimenti a turni. Ci sarà Tifa? Non ho avuto la forza di controllare ma scommetterei di sì.

Lo-Rez: arte, storia, web design
13 . 06 . 2026

Che bel faccino

Non è vero che i quokka lanciano i loro cuccioli verso i predatori, ma in fondo non è un problema, ci sono un mucchio di cose non vere sull'internet. C'è proprio un trend, nei social, di persone che contrabbandano video di comportamenti strani di animali che in realtà sono fatti con l'AI e che hanno molto successo proprio perché non si sa che sono fatti con l'AI. L'ennesima indicazione che c'è qualcosa che non va nel mondo dell'intelligenza artificiale è che sembra abbia maggior successo quando non si viene a sapere che è stata usata, sia questo perché volevi fare il deepfake di una persona reale per rovinarle la reputazione (ehm...), sia perché volevi far credere che qualcosa che non esisteva esisteva (ehm...), sia perché cercavi di fare un videogioco.

Comunque sia ormai siamo nell'era in cui non riusciamo a distinguere ciò che è reale da ciò che è falso, ma campiamo benissimo lo stesso. Ok, ci stiamo avvicinando giorno dopo giorno a una guerra termonucleare globale, ma a parte questo dettaglio l'internet, i social e questo sito sono ancora in piedi (e lo rimarranno anche dopo la guerra termonucleare globale, visto che la rete è stata appositamente progettata per resisterle).

Leggo della nuova polemica su Stellar Blade: Blood Rain PRIMA sulla colonna di Lo-Rez, poi sul resto dell'internet. Non é la prima volta che lo vedo rispondere più prontamente sulla serie dei canali che seguo, probabilmente l'algoritmo ha deciso che lui e questa saga sono fatti l'uno per l'altra. Io mi ero speso già alcune settimane fa su Pragmata per polemiche abbastanza simili quindi capisco il tema. Trovo interessante la risposta che è stata data riguardo alle polemiche per cui la protagonista più giovane serve a renderla, sintetizzando "narrativamente più interessante". E' interessante perché questo, considerando in astratto, non ha alcun senso, ma ha senso se lo caliamo nei meccanismi dell'estetica videoludica. Ci stanno dicendo che nel momento in cui un videogioco propone un'avvenente ragazza con tanto di bagaglio estetico sessualizzante è impossibile venderla come qualcosa di diverso da un freddo stereotipo senza profondità. Per evitare che questo accada (e accedere a altre leve di comunicazione) bisogna spostarci da questa rappresentazione standard.
Se ci riflettete, in un'ottica che meccanicamente analizza l'estetica videoludica e non si pone problemi etici, ciò è assolutamente vero. Lo potete vere anche in Lara Croft (sempre lei) che quando è nata come super-archeologa, pur con le tette puntute, ci è stata venduta con un background irrisorio e i due momenti in cui hanno cercato di andare in profondità sulla sua personalità sono stati in Last Revelation, dove ci viene mostrata nei suoi flashback con Von Croy ragazzina e nel reboot Square/Enix (mai abbastanza lodato) dove anche lì la sua età viene tirata indietro.

Non è ovviamente sistematico. Cioè, quello che non è sistematico è che la protagonista di un videogioco, quando è una ragazza, deve essere una bambola di gomma estetizzata all'estremo. Quando questo non accade potete narrarne quanto volete (Aloy, la mia Jesse di Control, anche la Grace del recente RE:Requiem). Quando però per qualche ragione ti senti IN DOVERE di presentare così le ragazze allora cadi in un pozzo in cui le tue scelte sono quasi più un ostacolo che un vantaggio. La scelta di Stellar Blade: Blood Rain diventa a questo punto un'acrobazia creativa bizzarra, forse grottesca, ma anche interessante.

Le polemiche sul nuovo God of War si però lei è una donna invece sono solo proprio noiose e poco interessanti. Sono quanto di più lontano ci sia da God of War, ricordo di averlo bizzarramente giocato solo emulato su una console buffissima, tipo la PSP. Anche qui Lo-Rez ha detto più di me, a lui diverte e tanto mi basta. Discorsi che vadano oltre ciò andrebbero semplicemente messi in un angolo, nel tentativo di rendere questo mondo meno infantile.

Il mondo videoludico intendo. Perché quello diretto dritto dritto verso la guerra termonucleare è invero maturissimo.

“Vodi me do zvijezda, porušenih gnijezda / Tamo gdje uz krike isprate vojnike / Vodi me do zvijezda, daleko od pogleda / Andromeda”

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