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04/07/2k26 - Saw: Quando cominciano a venire in riunone con addosso buffe maschere...
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04 . 07 . 2026

Kojima a casa tua

“Non sono gli anni, sono i chilometri”: ma io, professor Jones, aggiungerei che non sono neanche i chilometri, ma come li hai percorsi. Sei andato a cavallo o sempre a piedi? È una bella differenza, che si sente quando la schiena si curva sotto il peso degli anni e la pancetta si accumula attorno al girovita ed è molto difficile poi smaltirla.

Non parlerò per me, ma per questo FTR certamente si è trattato di andare sempre a piedi: questo sito non ha mai scelto la maniera più facile di fare le cose, né ha seguito la moda. Si è piegato contro il Vento del Tempo, ostinato, ha messo un piede davanti all'altro ed è sempre riemerso da ogni tempesta. Siamo ancora qui.
Basta così: questo non sarà l'ennesimo editoriale in cui ci autoincensiamo come rapper degli anni 2000 nelle loro canzoni, né sarà un'ode alla nostra vecchiaia come fanno i vecchi. Parliamo di spettacoli serali.

L'estate è tempo di concerti, di sagre di paese, di proiezioni sotto le stelle. Qualche settimana fa mi accorgevo che Kojima sarebbe stato in Italia proprio in questi giorni, per una rassegna cinematografica trucida e allo tempo altissima e bassissima, insieme ai suoi amichetti del cuore.
Il più fedele di questi amichetti è il regista danese che adora farsi chiamare “NWR”. Più che regista direi cineasta, se non proprio cinefilo e basta, visto che in carriera ha fatto un bel film e poi via via roba sempre meno guardabile, fino a quel Copenhagen Cowboy che penso di aver visto (e apprezzato un pochino) soltanto io.

Non che sia fan: l'archivio mi è testimone, su queste stesse pagine l'ho definito... ehm, “dannato cane”.

Ma! So che il buon NWR non si sarà scomposto, nella sua giacca sartoriale con cravattino stretto: lui fa parte del giro giusto, ha conoscenze altolocate, le sue fattezze sono perfino state immortalate per sempre nel personaggio di Heartman da Kojima per il suo capolavoro inarrivabile, Death Stranding (mi pare che ne abbiamo parlato un po').
Forse è solo il reflusso acido che mi fa verde d'invidia come Reptile.
NWR dunque, da canetto fedele qual è, accompagna il Maestro Kojima in queste stesse ore nelle varie proiezioni romane che stanno presentando assieme a un paio di altri registi. Sono film che non mi attirano. Ma NWR, malandrino, a quanto pare poi risalirà su su per lo stivale italico fino a trovarsi venerdì prossimo incredibilmente vicino a... me! Alla mia posizione fisica.

Ma che fai, dannato NWR, mi vieni pure a cercare a casa?
E a questo punto non so se avrò la forza d'animo di resistergli due volte. Ma probabilmente resisterò, perché viene a presentare il suo nuovo film, Her Private Hell, che a detta dei più è una porcata di proporzioni epiche. Il che non basterebbe mai a fermare me, che adoro i film brutti nel modo giusto (e questo credo che sia giustissimo): il problema è che a quanto pare è pure un horror piuttosto truce, che non fa per me.

Quindi chissà, NWR, se ci troveremo a condividere lo stesso spazio fisico in una calda serata estiva.
E magari, chissà? Magari anche il Maestro farà la sua apparizione a sorpresa, discendendo in mezzo a noi avvolto da una nube dorata... non ho notizie in merito ma voglio coltivare questo sogno buffo. Una volta son andato a trovarlo io in Nippolandia, mi sembra giusto che ora lui venga da me.

Ci sono diversi argomenti videoludici che scalpitano per la nostra attenzione, e io sto qui a trastullarmi con vuote sciocchezzuole autoreferenziali...
Bé, sì, anche questo è FTR. Un po' come NWR.

“Sarebbe un gioco in cui un Leon in pensione trascorre le sue giornate in campagna pescando, raccogliendo verdure selvatiche, facendo il pane, portando a spasso il cane, curando il giardino, guidando per 50 chilometri fino all'emporio più vicino, invitando i vecchi amici per un barbecue, riparando il forno dell'anziano vicino di casa e vendendo limonata fatta in casa alla fiera di paese. Vi andrebbe bene lo stesso?”

Lo-Rez: arte, storia, web design
04 . 07 . 2026

Al lupo, al lupo

Uno degli indizi secondo cui, per alcuni, gli anime sarebbero in crisi, è il divario sempre maggiore tra opere di animazione originali e opere derivate da manga. Queste ultime, facile dirlo, sono più facili da vendere perché hanno già una base di pubblico e hanno anche una struttura di storia già formata e definita. Di contro, però, è vero che un anime originale può essere disegnato senza doversi portare dietro quelle dinamiche e quelle problematiche di serialità che ha usualmente un manga e quindi avere una storia genuinamente più complessa, che non è stata progettata per protrarsi su molti numeri. Anche qui, insomma, è sempre creatività contro industria, non se ne esce.
Personalmente ho visto nella mia vita ottimi anime originali come anche ottimi anime che venivano da manga, ma capisco entrambi i temi espressi sopra. Non credo si possa parlare veramente di crisi nel momento in cui si vede uno sbilanciamento in un senso o nell'altro, il mondo dell'animazione giapponese vive sempre di multimedialità, cioè che è anime diventa manga, ciò che è manga diventa anime, a volte le opere, sui diversi media prendono proprio strade differenti a seconda del loro percorso produttivo. Insomma, teniamo pure in considerazione il dato, ma non correliamolo a una maggiore o minore qualità dei prodotti.

Parallelamente agli anime che nascono dai manga, poi, ci sono gli anime che nascono dalle visual novel e oggi parliamo per l'appunto di Gnosia.

Yuri si sveglia da un sonno guaritore a bordo di un'astronave che è appena fuggita da un pianeta invaso dagli Gnosia, una razza (?) aliena (?) che, tra le sue caratteristiche, ha la possibilità di infettare gli esseri umani così da farli diventare propri alleati. Sull'astronave sono saliti i più disparati personaggi e qualcuno di questi è stato infettato dagli Gnosia, ma chi? Il gruppo, per eliminare la minaccia, si trova a votare giorno dopo giorno chi mettere in animazione sospesa. Se avrà indovinato "l'impostore" sopravviverà, se invece questo sarà lasciato a piede libero troppo a lungo purtroppo soccomberà e gli Gnosia prenderanno il controllo della nave.

Con un po' di perspicacia potreste esservi accorti che le "regole" di questo gioco al massacro (e della visual novel, ovviamente) sono prese di peso da Lupus in Tabula, cosa di cui l'anime non si vergogna, visto che cita esplicitamente il gioco all'inizio e nelle spiegazioni ritrae sempre gli Gnosia come lupi mannari. Ovviamente considerate anche l'esistenza di vari ruoli, quali il dottore, l'ingegnere, l'angelo custode che partita dopo partita potrebbero anche essere propri di Yuri, sempre protagonista, che finirà col ritrovarsi anche a essere uno Gnosia, a un certo punto!

Come è possibile però che Yuri "giochi" più volte? Il fatto è che il nostro si è legato a un parassita temporale chiamato Chiave d'Argento che, ogni volta che arriverà a un qualche esito della partita (positivo come negativo) lo farà ricominciare da capo, ponendogli delle regole lievemente differenti dalle precedenti, così come diversi personaggi con cui interagire.

Un anime tratto da una visual novel, purtroppo, ha delle caratteristiche piuttosto precise e facilmente individuabili, perché mimano il gameplay di partenza. Gnosia non è da meno in questo per cui presenta una pletora di personaggi con cui avrete diversi dialoghi uno a uno e una serie ben determinata di ambienti in cui muovervi. Il ritmo verrà scandito costantemente dai voti, dai salti iperspaziali (in cui gli Gnosia uccideranno uno dei passeggeri) e dai dibattiti pre-voto, battaglie psicologiche via via sempre più complesse sia per l'aumentare delle persone coinvolte sia per l'aumentare delle variabili messe in campo. La struttura degli episodi si scosta pochissimo da questa lungo tutta la run che ne comprende 25, capirete quindi che per mantenere alta l'attenzione dello spettatore l'anime deve trovare qualche altra leva rispetto al procedere della trama e ci prova disseminando le puntate di misteri da indagare anche tra un loop e l'altro. Perché Yuri deve continuare a ripetere la sequenza? Quali segreti nascondono i vari personaggi al di là di essere o non essere stati infettati dagli Gnosia? E così via.

Questa cosa funziona? Anche senza eccedere troppo negli SPOILER la risposta è: ni. Ni perché sebbene a un certo punto sembri che dietro la successione dei loop ci sia un grande disegno e un gran mistero da scoprire questo alla fine finisce con l'essere il solito arzigogolo ingarbugliato riguardo i viaggi nel tempo, con un paio di rivelazioni out-of-the-blu un po' troppo oltre per fare presa sullo spettatore e alcuni zoppicanti tentativi di chiudere cerchi. C'è stato un momento, verso il finale, in cui ero pronto a definire Gnosia un capolavoro, purtroppo però il sufflé di enigmi che aveva messo in piedi a finito col sgonfiarsi davanti ai miei occhi nelle soluzioni un po' rabberciate trovate dai suoi autori, deludendomi alquanto.

Rimangono però, di Gnosia, i personaggi e qui il discorso cambia. Sebbene continuiamo a vedere questi ricominciare e ripetere sempre lo stesso breve tratto di vita, puntata dopo puntata scopriremo vari aspetti di loro e, anche grazie all'ottima scrittura con cui sono resi, ci affezioneremo a molti di essi, finché alla fine sarà realmente divertente seguire le partite, scoprire i nuovi elementi aggiunti alla vicenda e le interazioni e essere spettatori di sempre nuove dinamiche. Spettacolare per esempio come Racio nel primo episodio sia insopportabile in maniera terrificante eppure, andando avanti, finisca col diventare un degli ospiti della nave con cui si empatizza di più, fino ad arrivare a considerarlo uno dei più simpatici.

Sul finire di questo lunghissimo articolo buttiamo anche un paio di note tecniche: la opening è degna di nota, un divertente brano JPOP in acido. Sulla grafica invece il giudizio è curioso. Parliamo di un uso estensivo della grafica digitale, sia in termini di disegno che di colorazione, eppure la maturità che questa tecnica sta finalmente raggiungendo permette di vedere anche cose belle, bisogna ammetterlo. Di contro i colori spalmati e sfumati a caso continuano a essere, nella mia personale idea, parecchio fastidiosi.

Qual è il giudizio finale che diamo di Gnosia? Personalmente l'ho guardato perché era l'unica opera genuinamente di fantascienza uscita nel periodo in cui è uscito e vi ho già spiegato quanto la carestia di prodotti del genere mi faccia soffrire. Quando ho capito di cosa si trattava ho un po' storto il naso perché mi immaginavo che la sua ripetitività e la sua struttura mi sarebbero venuti a noia. In conclusione però non riesco sinceramente a odiarlo. Ha tutti i difetti che ti aspetti, ha un finale da serie di viaggi del tempo che vabbè, deve finire un po' a pasticcio, ma ha un gran bel ritmo negli episodi e dei gran bei personaggi. E' divertente, nel suo piccolo. Potrebbero non essere ore mal spese. Ci sono, insomma, due versioni alternative di me, una che l'ha odiato, una che l'ha amato, ma in quale linea temporale ci troviamo oggi mi sa che non riesco proprio a dirlo.

“Il rituale è sempre uguale / Allenarsi a non disturbare / Servirebbe un incantesimo contro il tecnofeudalesimo”

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