Strip
serie
21/05/2k22 - Boeri: Paura e delirio in sala giochi
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22 . 05 . 2022

Mille volte Malenia

“M-ma di Malenia abbiamo già parlato settimana scorsa!” dirà il lettore accorto... però il lettore accorto non esiste, potrei far finta di nulla e riproporre anche oggi un'ode alla brutale grezzezza e alla grezza brutalità di Elden Ring, un videogioco come li facevano trent'anni fa.
No, sono vecchio ma conservo ancora un po' di lucidità: oggi semplicemente non resistevo al richiamo di piazzare su questo editoriale un titolo da commedia erotica all'italiana degli anni '80. Mille volte Malenia, e poi mi ritiro.
Ora però può bastare: sennò poi diamo l'impressione che le nostre vite siano recluse e grigie come quelle di Cloud & Link nella strip odierna: oggi li vediamo chiusi in una sala giochi (?) buia e fallimentare, dopo aver tentato sortite in ogni ambito dell'economia videoludica (tranne quelli di successo)... eppure sono entrambi eroi dal passato glorioso, protagonisti di epiche avventure e grandi amatori invidiati dal mondo, tanto da aver creato un'eredità imperitura di, ehm, fan-fiction erotiche.
L'ultima fatica di Cloud Strife, a proposito, è stata il remake di Final Fantasy 7, nel quale ha ripreso il ruolo che l'ha reso famoso venticinque anni fa.
(Cieli, quanto siamo vecchi!)
E in queste settimane il gioco si trova in forte sconto per la prima volta, dato via da quello zio d'America ricco sfondato che è Epic Games Store: il giocatore risparmiatore, intimorito o forse persino moralmente indignato dall'inusitato prezzo di OTTANTA EURO per un gioco PC, potrebbe approfittarne per accostarsi infine a quest'opera, che è imprescindibile se siete mai stati fanciulli. O se morite dietro Tifa.

Ci troviamo dilaniati tra passioni travolgenti, e questa colonna oggi farà fatica a concentrarsi su un unico soggetto, raccogliendo viceversa un po' quel che capita. E questo caldo fuori stagione mi impedirà di tessere tutti gli argomenti in un unico arazzo di superba maestria, come invece sono stati tutti i passati 1065 editoriali, uno più uno meno.
Potrei forse riprendere il filo del discorso su Final Fantasy VI Pixel Remaster, ma che volete che vi dica, nel 2022? Che ha una varietà di situazioni incredibile ancora oggi dopo trent’anni? Che questo capolavoro ha trasceso i limiti di una misera cartuccia a 16bit con una profusione di creatività e inventiva che fa stupore ancora oggi? Ma dai, che così mi sento ancora più vecchio.

E se infine volessi farmi il sangue cattivo, come se non bastasse il bombardamento quotidiano di finte notizie gridate e inani, nel settore videoludico come in tutti gli altri? Allora potrei fare vaghe allusioni all'attualità delle ultime settimane, e ricordare che un certo dinamico duo italiano si è messo in proprio, lasciando Everyeye.it per fondare un proprio Canale di Streaming™ in cui parlano, parlano, parlano di cose.
Il duo è così composto: A) Uno è entrato nella storia quando nella recensione dell'ultimo Metroid ha scritto che le meccaniche erano ispirate da Hollow Knight (il genere, ricordiamo, si chiama METROIDvania da trent'anni); B) L'altro predica spesso l'etica professionale del giornalista, ma poi ha avuto la faccia tosta di tornare a correggere una sua recensione di Nier di anni prima in cui ne sbeffeggiava la musica (ricordiamo che ancora oggi si tengono concerti di Nier nei teatri di tutto il mondo).
Non me la voglio prendere con questi esseri umani in particolare, che sono dei poveracci come tutti noi e stanno combattendo la loro dura battaglia per stare al mondo... ce ne sono tanti altri come loro, anzi sono quasi tutti così.
Eppure dice il saggio che è meglio litigare con cento imbecilli piuttosto che accondiscendere a uno soltanto... Sono vecchio, e non posso più permettermi di rassegnarmi alla mediocrità.
E allora lasciatemi dire, dall'alto di questa fortezza della solitudine, che certi personaggi, a parer mio, invece di usurpare il mestiere dovrebbero usare il loro canale per altri “contenuti”.
Tipo le televendite di tiralatte elettrici.

“Heed my words
I am Malenia, blade of Miquella
And I have never known defeat”

Lo-Rez: arte, storia, web design
21 . 05 . 2022

Loophole

Questa settimana/weekend per me è stata un po' più di una scatola di boeri, senza una ragione particolare, questo è il motivo per cui sto scrivendo questo editoriale di lunedì. Vi assicurò che c'è stato un momento in cui sapevo che era sabato, ma il momento dopo era già lunedì e non avevo idea se avevo o non avevo aggiornato il sito. Beh, alla fine non l'avevo aggiornato (sono dovuto andare sul sito calendario alla mano per verificarlo) e così eccoci qui.

Quando la realtà ci fa gli scherzi ci convinciamo che è meno realtà o decidiamo che allora è veramente reale? I glitch, nei mondi virtuali che di solito affrontiamo, sono esattamente ciò che rompe l'illusione che ci troviamo da un'altra parte, ma allo stesso tempo sono la cosa più attinente alla realtà di quello che abbiamo davanti: codice, motori grafici, vettori che vengono calcolati nella maniera sbagliata, aree di memoria a cui si accede per errore. Quello è ciò che avete davanti, non un cavaliere medievale che combatte contro dei mostri, ma quando quello accade c'è qualcosa di sbagliato, il vostro cervello è fatto per rifiutare l'anomalia, non accettarla.
Parliamo di argomenti che, da molto prima di Matrix, hanno interessato molto la fantascienza quando ha deciso di dedicarsi alla famosa teoria del cervello nella vasca, un affascinante shift di prospettiva da cui si possono mungere molte conclusioni filosifiche, ma, probabilmente, nei prossimi anni qualcosa con più riscontri operativi di quanti vogliamo ammettere. Perché il metaverso è una cazzata si, il metaverso è uno stupido giochino, il metaverso ah ah ah mi ricordo second life che schifo ah ah, ma tra dieci anni sappiamo tutti che sarà "a thing" e che il metaverse internal architect sarà uno dei ruoli più ricercati su linkedin e tutti quelli che oggi si riempiono la bocca delle frasette di cui sopra negheranno di averle dette, perché a loro è stato subito chiaro cosa sarebbe stato il futuro.
Personalmente il metaverso è quello che è: un'interfaccia. Le interfacce cambiano. Io non mi sono ancora ripreso dalla rivoluzione di coloro che oggi approcciano un computer senza dover mai aprire un terminale che è una rivoluzione precedente a quella di coloro che oggi approcciano un computer (tablet) solo toccacciando lo schermo. Sono state transizioni epocali di cui a volte tutt'oggi neghiamo l'esistenza, perché la nostra prospettiva è usualmente richiusa sul nostro modo di vedere le cose, ma che sono avvenute.

E' abbastanza evidente che un editoriale del lunedì non può che essere un editoriale di stream of consciousness messo insieme in tutta fretta. Nonostante questo non volevo tornare a parlare di metaverso come ho fatto. Lo stream of consciuousness però, si sa, va dove vuole lui. In realtà, dato il titolo che ho dato a questo articolo, l'argomento che certamente sapevo avrei trattato è Loop Hero. L'ho avuto per mesi in libreria, raccogliendo un po' in giro un sacco di pareri entusiasti e finalmente l'ho installato. E' uno di quei giochi indie che dichiara di essere un genere, come per esempio l'RPG, ma poi ti fa vedere le cose da un'altra prospettiva. Da quello che ho capito, anzi, per i giochi fatti così, con te che manipoli l'ambiente più che l'eroe, esiste pure una definizione precisa, che ora non ho voglia di recuperare.
E' difficile dire cosa provi a giocare a Loop Hero. Da una parte mi gratifica, con tutti i suoi oggetti a sorpresa che saltano fuori mentre l'omino va in giro, i suoi piccoli colpi di scena nascosti sotto la meccanica di gioco, il suo essere una specie di slot machine in cui devi solo pigiare e collezionare bonus, dall'altra parte non capisco ancora bene quale sia il mio ruolo di giocatore, se ci sia un modo per fare le cose bene e per farle meglio, se ci sono strategie che vadano oltre quello che viene descritto sulle carte. E' una sensazione che provo spesso con i rogue-like (e loop here rogue lo è solo blandamente), mi chiedo sempre: è il gioco che va avanti da sé o sono io che lo porto avanti? Questa è solo una delle mie tante problematiche col mondo indie.

Sapete che non faccio più receanime appena finisco un anime? Così adesso ho un po' di cose in coda da dirvi. A volte sono piccolezze a cui però dedicherò grandi paragrafi, a volte cose più interessanti. A volte vorrei solo lamentarmi del fatto che lo spettatore di anime è sempre condannato a discutere di storie monche che a volte finiscono, a volte vanno avanti su altri media, a volte scompaiono. E' incredibile un mercato così prospero che coltivi così terribilmente l'incertezza. E questa esplosione dei fumetti e dei manga in Italia? Perché? Per come? FTR se ne è accorto? Mi riallineo un momento con la realtà e poi ne discutiamo un pochino.

“And before that wolf eats my grandma / Give that wolf a banana / Give that wolf—”

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