Lezioni di anatomia
C'è un poster di Frankenstein nella strip odierna, ma è quello sbagliato.
È il Frankenstein sbagliato perché non è quello deludente di pochi giorni fa, ed è il poster sbagliato perché non è quello strabiliante fatto da James Jean per quel film moscissimo.
James Jean, come Falcoon e Kim Hyung-Tae (quello di Stellar Blade), LO ABBIAMO SCOPERTO NOI. Erm... o almeno diciamo che nei quasi 25 anni di FTR abbiamo visto passare davanti alla tana del coniglio tanti nomi, tanti artisti in erba, e pochi eletti dall'Angelo della Fortuna hanno poi proseguito verso sfolgoranti carriere.
James Jean è uno di questi: mi aveva folgorato (me e tanti altri) per le sue copertine di fumetti sconosciuti, e vent'anni dopo eccolo qui, Artista Affermato™ vestito di semplice T-shirt nera a sorridere alle celebrità al soirée per la sua mostra nei maggiori musei di arte moderna del mondo. Uno passato dal pubblicare i suoi file sorgenti di Photoshop per un tutorial (io conservo ancora quei file .PSD) a incidere a mano la sua firma nell'argento puro laminato a mille strati di un'edizione limitatissima della sua ultima opera.
James Jean fa parte di quella rete spirituale, impalpabile e concretissima, di strand filati dalla tessitura instancabile del Maestro Kojima per unire assieme le menti creative di mezzo mondo. Death Stranding non ha inventato nessun genere di “strand game” (come proclamato dall'autore nei suoi deliri) perché l'Industria Videoludica è terreno aridissimo (e ha i suoi problemucci, forse ne avete sentito parlare). Eppure degli “strand” sono stati tirati, ma nel mondo reale, tra persone vere: anche Kojima come il suo Sam ha viaggiato in lungo e in largo (senza consumarsi le suole o scalare montagne, a quel che so) per ristabilire connessioni umane, trasfusioni di ossitocina, strette di mano in un mondo di relazioni parasociali mediate da uno schermo.
Certo, la fama ha i suoi lati oscuri, e ormai James Jean è diventato l'Artista-rifugio da cui la Hollywood dei falliti, in cerca di prestigio, va a farsi illustrare il poster del suo ultimo film... (l'edizione limitata, naturalmente, non certo la locandina pubblicitaria principale perché quella è sotto stretto controllo del Reparto Marketing, delle Ricerche di Mercato e dei meschini contafagioli che puntano al minimo comun denominatore delle masse: tutta gente che ha in odio e orrore la Scintilla Creativa, e si affretta a soffocarla appena la vede).
Abbiamo ancora negli occhi le anatomie fantasmagoriche di un Frankenstein decostruito dalla Visione dell'Artista (quel poster è un utile compendio del film, illustra tutte le sue invenzioni visive migliori e vi evita lo strazio di guardarlo davvero!), e abbiamo citato Kim Hung-Tae.
L'occasione è troppo favorevole: non posso lasciarmela sfuggire, e devo depositare qui a memoria dei posteri le dichiarazioni di quest'ultimo, che in un'intervista si è dilungato appassionatamente sull'anatomia della sua EVE, dimostrandosi un “profondo conoscitore di fondoschiena e parti anatomiche adiacenti”. Ammiriamo l'entusiasmo e la competenza con cui il grande Kim (dall'aspetto simile a un maialotto) gesticolando ci rappresenta i finissimi dettagli del movimento dei muscoli all'attaccatura delle cosce durante l'animazione della camminata della protagonista (presa in motion-capture da sua moglie)!
Ecco... l'ironia vien facile, ma credo sia davvero lodevole la passione sincera che questo artista ha infuso nel suo lavoro. Tanto più che si tratta di un caso rarissimo in quest'industria, quello di un artista di professione che arriva a dirigere il suo studio e fa da director e producer di un gioco ad alto budget.
Poi certo, la materia è quel che è, ne abbiamo disqusito ampiamente.
Anche gli autori di Hollow Knight: Silksong sono artisti e animatori di professione che si sono imbarcati nell'avventura di fondare un loro studio e produrre un loro gioco. Anche loro bruciano di passione divorante, al punto che dopo sette anni si son dovuti far forza per lasciar finalmente andare il loro pargoletto e condividerlo col mondo intero.
Anche in Silksong la protagonista, Hornet, va in giro seminuda dalla vita in giù (e completamente nuda in una lunga sequenza segreta geniale ed esilarante), ed è oggetto di attenzioni erotiche da parte di diversi personaggi, e l'anatomia mistica del suo corpo ha un ruolo chiave nella storia, e le sue animazioni buffissime con le gonne sollevate in aria e in acqua giocano con questa consapevolezza, e lei stessa si concede certe allusioni lascive nelle sue note al Bestiario, sempre col suo stile sprezzante e altezzoso e diretto da Principessa Guerriera.
Ma Hornet è un insetto: quindi niente Etica, solo Estetica.
E però quanta vita, quanto turbamento, quanto sentimento e quante riflessioni sprizzano da quel piccolo mondo di insetti fantastici... più che nei grandi mondi con grandi protagonisti umani che l'Industria ci ha propinato quest'anno.
Il sano dibattito
Stanno arrivando sia Più Libri Più Liberi che i Game Awards, quindi che voi siate intellettuali di alto livello o videogiocatori intrisi di cultura pop potete comunque trovare un porto sicuro dove dissanguarvi di polemiche.
A parte gli scherzi, parlando come si addice a questo posto di Game Awards, quest'anno il parterre dei videogiochi candidati nella categoria regina direi che sono tutti notevoli e si fatica a scegliere. Naturalmente, nello stile FTR, non parliamo di videogiochi che abbiamo giocato e ci sono piaciuti, ma di giochi che a vederli e averne il tempo giocheremmo volentieri. Stiamo anche parlando di giochi che non sono esattamente triplaA delle manipolative supermajor e questa è forse l'indicazione più interessante che possiamo trarre dal giochino (perchè tutti gli award sono un giochino, non rendetevi imbarazzanti sostenendo il contrario).
Paradossalmente il gioco più "grosso" candidato è Death Stranding 2 perché è vero che Kojima rispetto ai grossi manager ci sta un po' più simpatico, ma non possiamo certo più parlarne come di un underdog. Donkey Kong invece, come prodotto Nintendo, fa storia a sé e nuovamente ripropone uno dei tanti limiti di questi premi ovvero mischiare mele e pere. Se già è un disastro il fatto che siano state mantenute le categorie di indie e non indie senza però spiegare cosa si intenda da una parte e dall'altra, che si continui a credere che Donkey Kong sia confrontabile con Silksong o con Kingdom Come 2 è l'elefante nella stanza di cui non ci libereremo mai.
Nonostante abbia, udite udite, elogiato pubblicamente la resa scenica di Hades II e, giurin giuretta, per l'impatto grafico probabilmente è il gioco che giocherei un po' più degli altri, credo che alla fine Clair Obscur finirà col spuntarla, perché Clair Obscur non è stato solo un videogioco, ma anche uno squillo di tromba per l'industria tutta, una specie di presa di coscienza del fatto che le parti del videoludo che continuano a sgretolarsi lasciando a casa dipendenti sono parti ipertrofiche di un sistema malato che è prosperato secondo i presupposti sbagliati e questo non ha niente a che fare con il realizzare videogiochi, che è un'arte evidentemente ancora redditizia, quando ci si mette la testa.
Giocherei a Clair Obscur, anche? Sono pur sempre la persona che ha giocato a Final Fantasy VII con trent'anni di ritardo, perché dovrei volere un JRPG che però è un EURPG che però è anche X altre cose? Non saprei realmente cosa rispondervi. Per quello che ho visto in giro la mia paura è che lo comincerei e mi pianterei a un certo punto senza più trovare le forze di continuare perché spesso, nella vita, mi è capitato così. Però, allo stesso tempo, credo che Clair Obscur sia uno di quei giochi che può convincerti a metterti su Youtube a veder giocare qualcun altro perché ci sono evidentemente degli aspetti che meritano e che forse si potrebbero apprezzare anche così.
Su questa colonna non ho parlato quasi niente di Silksong. Come capita spesso il mio compagno di colonna ne ha parlato abbondantemente, coprendo probabilmente il vostro fabbisogno di informazioni a riguardo. Io non posso dire di essere rimasto freddino di fronte al titolo, ma per ora si tratta del gioco che meno è riuscito a flirtare con i miei gusti. Non escludo che, se lo avessi in mano e lo giocassi, non finirei per infognarmici. I giochi 2D di quel genere difficili hanno uno strano effetto su di me, perché nonostane continui a non avere riflessi e coordinazione oculo-manuale, il modo frenetico in cui puoi accatastare tentativi, stando sempre sull'orlo del ragequit senza però mai superare il limite a volte hanno un effetto estremamente forte su di me. E' un innesco che però, vedendo il gioco a distanza, è difficile da ottenere quindi continuerò a leggere le lodi che Lo-Rez ne fa nella sua parte, ma probabilmente continuerò a starci sempre un passo troppo lontano per amarlo.
Andando fuori dal Game of the Year volevo solo notificare che Dispatch ha una sola nomination, nella categoria Best Indie Game. Secondo me, per altre X ragioni, Dispatch è un gioco che potrebbe insegnare qualcosa all'industry e forse un giorno arriveremo a parlarne, purtroppo la paura è che rimanga vittima dei meccanismi crudeli della condizione, perché assurdamente questa è anche e comunque una delle categorie di Clair Obscur e sebbene Dispatch sia moralmente un indie debut più di Clair Obscur la paura è che quest'ultimo si prenderà tutto, lasciando il titolo AdHoc un po' nell'ombra.
La fortuna dei Game Awards è che noi parliamo di tutti i videogiochi tutto l'anno e quindi non serve vincere una statuetta alata per essere famosi, anzi, quando finiamo con l'accorgerci di un gioco perché è qui è perché qualcosa è andato storto. Godetevi quindi serenamente il giochino, guardatevi il gala l'11 dicembre (cosa che io non farò perché va bene tutto, ma certe cose no dai) e poi continuate a divertirvi con i titoli che vi piacciono. E trovare, soprattutto, il tempo per farlo. Io per esempio ho cominciato Alan Wake qualcosa come un mese e mezzo fa ed è già tanto se ho accumulato tre ore di gioco.
Perché qualcuno complotta contro di noi.
Cymon: testi, storia, site admin“I'm all out of faith, this is how I feel / I'm cold and I am shamed / Lying naked on the floor / Illusion never changed / Into something real / I'm wide awake and I can see the perfect sky is torn / You're a little late / I'm already torn”