Nostalgia novembrina
Quest'autunno i feticisti dell'abbigliamento tecnico piangono la scomparsa del Schoeller Dryskin©, il tessuto sintetico dalle mille proprietà mirabolanti, che è uscito ddi produzione perché antieconomico.
Io mi annovero tra quegli spregevoli avvelenati (anche se ormai la mia malattia è in remissione) e dunque questo fatto mi rattrista: davvero è un brutto mondo, che soffoca verità e bellezza. Alcune botteghe di maestri asceti conservano le ultime scorte di questo panno preziosissimo, elastico e morbido e traspirante e idrorepellente e anti-macchia e anti-abrasione e antibatterico e anti-UV (pur essendo spesso nero come un buco nero), e abbastanza silenzioso da vestire un ninja.
Ne posseggo solo un paio di braghette, ma posso testimoniare che la realtà corrisponde alla leggenda. Già ne abbiamo nostalgia, andando incontro alla stagione delle intemperie... io insieme a Kojima e William Gibson, per citare alcune delle personalità pubbliche più devote al culto dell'Abbigliamento Tecnico, e di ACRONYM in particolare.
Ma ormai non ci dovremmo stupire, se ogni giorno la cronaca del nostro Mondo Reale si sovrappone sempre più ai futuri immaginati dal cyberpunk. Gibson ci ha scritto la trilogia della Blue Ant, su capi d'abbigliamento esclusivissimi e introvabili, oggetto di ricerche erudite secondo la tradizione del Ramo d'Oro o della Dea Bianca.
Questa settimana, tanto per dirne un'altra, qualcuno ha inventato Idoru (o Aidoru, nella traduzione italiana del romanzo): una pop star fittizia ma definita nei minimi dettagli estetici e caratteriali in specifiche testuali ad uso e consumo della IA generativa.
Fa impressione, non per il risultato in sé che non mi dice nulla (qui amiamo ben altre POP/stars), ma per come il 2026 segue fedelmente il copione delle distopie letterarie degli anni '90.
La pioggia novembrina è latrice di malinconia, ma anche di nostalgia. È uscito Zelda Ocarina of Time rifatto. Vederlo in movimento è sconvolgente, per la cura delle ambientazioni e delle interazioni: con i prezzi dell'hardware che si impennano, e tecnocrati psicotici che bramano di mettere le grinfie sulla RAM che abbiamo dentro i nostri PC, questo gioco su un'umilissima Switch 2 è un miracolo che ci dona speranza.
L'unico raccapricciante difetto, in un gioco che nel '98 è diventato uno dei importanti della storia, sono le versioni fanciulline dei protagonisti... Capisco l'intenzione, ma vorrei darmi una botta in testa per dimenticarle e non rivederle mai più, mai più. Mi tormenteranno il sonno.
Non ne parlai all'epoca dell'uscita, ma anche Metal Gear Solid [delta] 3 è il restauro di uno dei giochi più importanti della storia.
Solo che questo è stato fatto col favore delle tenebre, senza l'Autore originale. È come entrare nella villa dell'artista quando non c'è.
Si tratta di un rifacimento scolastico, paralizzato dal terrore di sbagliare, ma anche così resta un titolo che potrebbe essere uscito oggi. E dunque si è realizzato il nostro auspicio formulato nel 2021: lo devo ancora giocare, ma non ho scuse.
Tanta neve
Kaina of the great snow sea non ha bisogno di molte premesse per essere introdotto per un receditoriale come si deve. E' la solita storia di un mondo divenuto ostile all'uomo e diviso in due da una cupola di ghiaccio sorretta da alberi giganteschi. Sopra pochissime persone, forse un'ultima comunità, che tira a campare cacciando insetti giganti, sotto piccole nazioni abbarbicate sulle radici degli alberi giganti, che si barcamenano all'interno di un immenso oceano di neve.
Kaina vive sopra assieme a una comunità di anziani che già lo vedono condannato alla solitudine, Ririha vive sotto, ma il suo regno è minacciato da un esercito nomade che vive depredando le comunità intorno a lei così decide di andare sopra, alla ricerca del "saggio delle stelle". Questo mette in moto tutta una serie di situazioni che li porteranno a unire le forze per salvare le loro comunità, sconfiggere i cattivi e (nell'OAV conclusivo) addirittura salvare il pianeta.
Ho scelto di guardare Kaina e il grande mare di neve mentre ero in treno, appena dopo aver finito Shiboyugi. Avevo bisogno di qualcosa di leggero, che passasse senza troppi pensieri ed è stato esattamente quello che ho trovato: un romanzo di avventura dal taglio giovanile, con un classico lui ama lei, un buon cattivo e una storia di buoni sentimenti e gente che ce la fa. Ha anche un world-building non banale, che unisce un po' di richiami Miyazakeschi (e sono sempre più gli anime che lo fanno), un fantasy di cappa e spada con la sua punta di epicità e anche un tocco di fantascienza anticata dato ovviamente dall'epoca precedente al mare di neve, il mondo scomparso del saggio delle stelle e dei popoli antichi, che ha lasciato in giro ovviamente diversa tecnologia pericolosa.
Fin qui però mi direte che è tutto ok, ma non c'è niente che faccia venir voglia di trovare per Kaina uno spazio nell'affollata coda di visioni che ognuno ha programmata. C'è da dire però che Kaina of the Great Snow Sea fa esattamente quanto detto sopra e lo fa sorprendentemente bene. I personaggi, anche quando si riesce solo ad abbozzarli per limite di spazio, sono affascinanti, le varie meccaniche che portano avanti la trama sono ben rese con alcuni passaggi per niente scontati e tutti gli aspetti misteriosi sono resi col giusto fascino.
A questo si aggiunge una resa tecnica notevole. Se è ben vero che il mare di neve è reso con dei semplici palloncini bianchi in CG di varie dimensioni la parte disegnata a mano è raffinata con grande cura per i dettagli e quando il computer interviene per le cose grosse e importanti (come i robottoni) lo fa integrandosi perfettamente con l'ambiente e quindi può essere sfruttate con scene dinamiche che trasmettono comunque l'imponenza di ciò che raccontano. Difettano, magari, in questo quadro generale egregio, le canzoni, assolutamente dimenticabili.
Se la storia della serie principale si può considerare soddisfacente con un ottimo cattivo che viene giustamente punito, quella dell'OAV successiva è un po' meno incisiva. Storia in gran parte già raccontata mille volte, non trova modo di sostenersi né su personaggi interessanti né su ambientazioni intriganti e anche il suo finale che salva il pianeta, per quando punti al bersaglio grosso, risulta poco soddisfacente.
Kaina mi ha ricordato molto Kabaneri della fortezza di ferro: una storia di avventura molto ben realizzata senza la pretesa di diventare il migliore anime della sua stagione. Come per Kabaneri anche qui non rinneghiamo di averlo guardato e anzi lo consigliamo, una volta noto PERCHE' dovreste vederlo. Forse Kabaneri aveva una serie di aspetti e elementi che avrebbero potuto tenerlo in vita anche se se ne fossero stati prodotti più episodi, qui la storia è decisamente più piccola e infatti si riesce a esaurire nella sua esigua run, ma comunque le storie di avventura non dovrebbero mai smettere di esistere e di essere guardate. Sono l'essenza del racconto.
Cymon: testi, storia, site admin“ Più verde dei rami verdi / Più trecce nei miei capelli / Più luce nelle pupille, lo-o-o, lo-o-o / Più acqua sopra le foglie / Al suono delle ghironde / Questa energia che mi chiama / Viriditas, nuova realtà / Rugiada dentro una lacrima / Viriditas, risplеnderai / Come quel fuoco chе non muore mai / Che non muore mai ”