Strip
serie
1050, 29/01/2021 - NFT da mettersi
1050
29 . 01 . 2022

Take me to Naboo

Mi fa senso accostare Cloud (il nostro Cloud) a fenomeni tristi come quello degli NFT: in queste strip si fa per scherzare... ma non vorrei mai che SquareEnix si facesse strane idee. E non è nemmeno la prima volta.
Eppure, se dopo 35 anni siamo ancora qui a trepidare e soffrire per i capricci della nostra severa padrona, vuol dire che un po' in fondo ci piace farci calpestare da SquareEnix con i tacchi a spillo... La fabbrica dei sogni con una mano dà e con l'altra toglie: da tempo è in corso un esperimento socio/economico per esplorare i limiti della nostra nostalgia, e fin dove può spingersi la pigrizia e la sciatteria e lo sfruttamento più becero, senza spezzare del tutto il filo emotivo che ancora ci lega, e ci fa sborsare denaro nonstante tutto.
Ma il fatto è che noialtri siamo cresciuti a pane e Tifa Lockhart; e troviamo del tutto naturale che anche al Senato della Repubblica Italiana ne siano infatuati. (Lo so, purtroppo non è andata esattamente così, ed è un peccato.)

Se volessi proseguire su questa via irta di spine, e farmi ancora più male, potrei citare il nuovissimo Final Fantasy: Stranger Of Paradise... ma no, meglio attendere ancora.
Preferisco ferirmi in altro modo, se proprio devo: ad esempio sottoponendomi alla visione del nuovo Pokémon. Non sono un Allenatore con le palle sempre pronte in tasca: non lo ero in gioventù, e grazie al Cielo non lo sono diventato adesso. Però sono consapevole che questo marchio domina il mondo intero da decenni, ha reggiunto una popolarità globale superiore a quella di Topolino, di Super Mario, di Harry Potter, di Guerre Stellari, dei Pigiamini Colorati.
E dunque mi fa veramente male al cuore, mi provoca un acuto dolore nell'anima, mi strazia nel profondo vedere lo scempio perpetrato da questo nuovo gioco. Un titolo tecnicamente arretrato al punto che i paragoni fatti con i titoli di fine anni '90 non sono iperbolici: sono la cruda realtà. “Il mio falegname quei poligoni li faceva meglio”, e via dicendo: tutto verissimo. Ma io mi avvilisco soprattutto perché Pokémon Arceus unisce all'incompetenza tecnica anche un disastro artistico inspiegabile... lo dico con la morte nel cuore, perché decine di milioni di grandi e piccini passeranno decine di ore su questo gioco, e invece di uscirne elevati nello spirito da un'arte deliziosa, ne saranno abbruttiti e mortificati.
Quella grafica è, con rispetto, un piccolo crimine contro l'umanità. Insensata come ogni altra piccola e grande crudeltà a questo mondo.
Siamo abituati a film dai budget colossali che falliscono nella sceneggiatura, nella costruzione della storia, ma almeno ci consegnano spettacoli visivi sempre maestosi... in questo caso è successo il contrario, e hai voglia a dire che va bene anche così...! Non va bene proprio per niente. Questo studio di sviluppo controlla la Proprietà Intellettuale più popolare del mondo, ma con il suo denaro non ha saputo comprare quello che abbonda persino in tante miserabili produzioni indipendenti: il talento artistico.
Vi disprezzo e vi odio, e alzo i pugnetti al soffitto della mia cameretta. Basta, riportatemi a Naboo.

“The Force is green /
In your wet dreams /
Light your saber /
There’s no water /
I want to swim /
What you gonna do? /
Take me to Naboo /
So we start cruising /
From Endor to Jakku /
We cruise in your starship /
From Kamino to Tatooine /
Like the desert missed the rain /
Take me to Naboo /
Are you gonna do it? /
Take me to Naboo /
Take me to Naboo”

Lo-Rez: arte, storia, web design
29 . 01 . 2022

Amazing stories

Fantascienza, la meno scelta delle ragazze nel bordello dell'intrattenimento, la fantascienza vera, quella con profonde radici nella nerditudine, quella con una storia, quella che riesce ancora a distinguere un androide asimoviano da un terminator (per esempio) e che non ha mai voluto la patria potestà sui supereroi che comunque di certo da lei hanno pescato a piene mani. La fantascienza, nel fiorire dei falsi nerd, è ancora rimasta lì, in un angolo, prodotto di nicchia, apprezzato e amato da pochi, pochi pronti a percorrere il sentiero irto di cocci di bottiglia utile a raggiungerla.

E' finito The Expanse e a suo modo è stato una messa da requiem per la fantascienza. Perché The Expanse era fantascienza pura, tratto da una serie di libri meritevoli, per quanto imperfetti, era una saga meritevole, per quanto imperfetta, con una fattura tecnica spettacolare, un sacco di interessantissimi what if a cui andare dietro e una forma nuova di vivere lo spazio, che forse ha cambiato il modo di raccontarlo per sempre. Eppure, pur essendo così bella, The Expanse è una serie che ha sofferto tantissimo per arrivare fin dove è arrivata e si vede. Un inizio confuso, non aderente ai libri, quasi contraddittorio, una prima minaccia di chiusura che l'ha costretta a pasticciare sul finire della terza stagione. Poi di nuovo la serenità, attraverso la quarta sotto l'ala di Amazon, per ironia della sorte la più brutta di tutte, per poi incorrere in un distico, con la quinta e la sesta, che ha dovuto sopravvivere alla pandemia, all'allontanamento di Cas Anvar per vicende personali e infine ha visto calare la mannaia di una produzione che gli ha concesso solo sei episodi per concludere il tutto e beh... un po' si vede, in quel finale raccogliticcio che manca di quei faccia a faccia che ci meritavamo (Marco e Kamina) e poi si sbrodola nei tarallucci del nuovo universo, compresa l'ultima decisione stupida di Holden, l'uomo che ha raggiunto il successo prendendo unicamente decisioni stupide e a cui pure vogliamo comunque un gran bene.
The Expanse era una serie che avrebbe meritato la risonanza di un Games of Thrones (se non altro le battaglie erano fatte meglio), ma non l'ha avuta perché è fantascienza, ci sono le astronavi e pure gli alieni e persino questo mondo non è pronto ad amarli. Non è pronto ad amare, soprattutto, un universo in cui l'immaginazione passi tutta per la tecnologia e la deformazione della società. Lo ha dimostrato anche Foundation che ci è mancato poco avesse proprio dei maghetti oltre a tutte le altre str... libertà creative che si è preso.

La fantascienza è reietta, ma FTR è quella fortezza persa su un picco, dove la gente arriva a stento, dove i reietti sono spesso ben accetti, anzi, dove i reietti sono la chiave di lettura per il mondo. In un rigurgito di resistenza, vi ripropongo quindi qui il progetto editoriale della Gazzetta concernente la ristampa di una serie di Urania cult, ovvero un certo numero di romanzi storici proprio del genere fantascienza. Ci sono ovviamente diversi titoli che avete sentito nominare anche qui dentro, ma i nomi sono tutti di primo livello. Io sinceramente non credo che mi prenderò interamente l'intera collana, a parte i libri che ho già so perfettamente che altri non sono certo invecchiati bene. Cercherò però di tenere d'occhio il calendario, magari nell'ottica di prenderne qualcuno. Ci sono libri ancora piuttosto accessibili che potete trovare in edizioni più pregiate, ma altri non credo siano così facili da recuperare. Potrebbero essere un'occasione per tutti voi di farvi una cultura, ma anche, chissà, per innamorarvi del genere. Come ho detto c'è terribilmente bisogno di voi.

Fantascienza e supereroi, dicevamo. Un binomio che spingo avanti sempre timidamente. Eppure non posso mancare di citare le ultime due stagioni di Legends of Tomorrow, una serie stupida, mortalmente stupida, ma che dal punto di vista della scrittura è un fottuto miracolo. Rimanendo fedele a un registro adolescenziale e spensierato è riuscita a disegnare sia nella stagione precedente che in questa un'avventura genuina, non scontata e con alcuni scenari molto belli, oltretutto con un cast di eroi ormai completamente svincolato da qualsiasi origine fumettistica, montato e costruito dalla sua sgangherata continuity. Nelle sue sette stagioni ha avuto alti e bassi, ma vi assicuro che ultimamente è una delle serie che aspetto oggi con maggiore piacere.

Riprende anche in queste settimane, sempre per parlare di vera fantascienza e TV, Resident Alien, che è un progetto carino, non epocale, ma che grazie a Tudyk è un piacere vedere, patrocinato dall'unico vero network nerd esistente oggi, SyFy. SyFy, per spiegarvi come si sente la fantascienza di questi tempi, è un network così timido che se andate sul sito sembra principalmente un blog nerd sulle serie TV e solo in un angolino vi ricorda che ha anche programmi suoi. Ormai è come se si attraversasse il mondo dell'intrattenimento vestiti di un sacco, come pellegrini.

Editoriale in conclusione. Abbiamo qualcosa, che parla di fantascienza, sul fronte anime? Gli anime ovviamente hanno un'interpretazione tutta loro del genere, tra derive personali, grandi rielaborazioni e completo travisamento degli intenti, ma secondo me molto spesso anche loro hanno sfornato titoli che rientrano pienamente nella FS. C'è dunque una citazione da fare? C'è. Ho visto Gankutsuou, che era piaciuto un sacco a Lo-Rez. Beh, ho scoperto anch'io che è proprio bello. Solo che ci sono arrivato con quindici anni di ritardo.

“ So instead of giving you a present, I'd like you to hear me out. Albert, this is important. I don't want you to ever hate anyone. Something occurred to me. Feelings of love and feelings of hate both start out as caring about someone. It's sad, but I think that sometimes, when those feelings aren't returned... those feelings of love change into hate. ”

Cymon: testi, storia, site admin