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28/03/2k26 - Avanzamento: D'altronde se non rispondi alle mail...
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28 . 03 . 2026

I Dominatori dell'Universo

Sono mattine gelide e assolate, e notti siderali. I fiori oramai sono una presenza impossibile da ignorare: ma ne parleremo più avanti.
Intanto contentiamoci delle quotidiane tragedie lavorative della nostra serie Jobs, ritornata ai suoi personaggi abituali dopo l'irruzione della Brigata Venerdì.

Fossimo giocattolai degli anni '80, oppure uno show di successo nella TV per bambini degli anni '80, avremmo una linea di action figure dedicata a tutti i membri della B.V., e anche ai loro malvagi avversari.
Ma qui siamo FTR, un sito web di venticinque anni fa arrivato fino ad oggi per una concatenazione improbabile di mirabolanti coincidenze: il successo non ha mai macchiato le nostre coscienze, neppure all'apice della popolarità dei webcomic. Niente pupazzetti snodabili marchiati Follow The Rabbit.
E però siamo bambini degli anni '80, eccome, e una parte preponderante dei miei giochi dell'infanzia è stata He-Man e i Masters Of The Universe. Si diceva proprio così anche quarant'anni fa, quando la sciagura dell'itanglese iniziava appena ad avvelenare i pozzi del nostro carissimo idioma natìo... ricordo perfettamente di aver visto quel logo rosso e blu prima ancora di aver imparato a leggere (l'italiano, figuriamoci l'inglese), e la meraviglia quando un bel giorno quel logotipo aggressivo e maestoso mi è diventato intelligibile.
Da noi si chiamavano anche “I Dominatori dell'Universo”, ma la scritta era in un sans-serif assai noioso, e la sopportavamo per necessità.
Ricordo la scatola di plastica trasparente con il retro di cartoncino da strappare per tirar fuori ciascun meraviglioso pupazzetto snodabile... avevano un profumo peculiare (senza dubbio petrolio tossicissimo), si sa che l'olfatto è il senso che stimola di più la memoria.
(E non fatemi parlare dei mini-fumetti allegati! Il mio immaginario è tuttora composto al 70% dai quei mini-fumetti.)

Questo per chiarire i miei sentimenti di ultraquarantenne, allorché questa settimana a sorpresa è stata rivelata una collaborazione tra James Jean e Mattel: due confezioni da collezione curatissime, una con He-Man e la sua fedele Battle Cat, e l'altra con il malvagio Skeletor in groppa a Panthor.

Ne sono rimasto interdetto.

Sulla carta sembra che Mattel abbia progettato questo prodotto pensando a me e a me soltanto: il Lettore accorto (so che esisti) infatti ricorderà che sono circa vent'anni che cito James Jean su queste pagine.
Non dico che sono il fan numero uno dell'artista coreano, anche perché la concorrenza è agguerrita... ma mi piace pensare di esser stato tra i primi ad apprezzarlo, quando ancora disegnava le copertine dei fumetti. Negli ultimi anni la sua produzione si è fatta un po' troppo, ehm, alta per i miei gusti semplici, ma indubbiamente gli ha fatto fare un salto economico e di prestigio notevolissimo.
È sempre lui? O si è montato la testa? Non è che ha osato un pò troppo con questa reinterpretazione... come dire... un tantinello radicale dei personaggi tanto amati della nostra infanzia? He-Man e Skeletor avvinghiati come nel famoso dipinto di Leonardo da Vinci, l'uno avvolto da morbidi florilegi nei toni tenui della giada, e l'altro irto di intricato corallo scarlatto.

Non so decidere se mi piacciono o no.
(Di solito questo vuol dire di no.)
Apprezzo l'idea potenziale di questa collaborazione, e se non avessi ancora visto il risultato sarei gasatissimo... ma il risultato eccolo qua. Sulla confezione nulla da eccepire: è curata come un pezzo da esposizione ma al tempo stesso, sotto tutta questa vernice da galleria d'arte contemporanea, emerge ancora schietto e autentico il Giocattolo.
Non era un equilibrio facile da ottenere, ma in questo la collaborazione è un successo. Questi pupazzetti snodabili assumono le pose stupide al punto giusto, i loro lineamenti sono fatti con gli stessi stampini con cui ci dilettavamo da bimbetti.

I Masters sono stati tra I Primi Amori della Nostra Vita, e giocare coi sentimenti è sempre rischioso. Perfino ad un prezzo insolitamente contenuto, per l'oggetto che è, non so decidermi a mettermelo in casa. E dove lo metto? Davvero voglio in casa una roba così? Cosa dice di me?
Dicevamo la volta scorsa dei bei Film per Adulti capaci di strapparci ai bamboleggiamenti dell'immaturità. Ma forse fare pace infine con l'età adulta significa anche permettersi di ricomprare oggi He-Man e Skeletor, per quanto rielaborati per un'esposizione da Museo d'Arte?

Lo-Rez: arte, storia, web design
28 . 03 . 2026

Lucida pelle di serpente

NVIDIA rilascia una funzionalità che dovrebbe rendere la grafica dei videogiochi "più bella" grazie all'intelligenza artificiale. Il pubblico si rivolta in blocco, gli sviluppatori si rivoltano in gran parte, la feature per ora ha fatto solo il pieno di polemiche. AI brutta, lo sappiamo, ma se non ci prendiamo almeno un momento per sviscerare la questione non andremo da nessuna parte, no? E' ora che qualcuno si comporti da adulto.

Lo sviluppo dei videogiochi è sempre andato di pari passo con lo sviluppo delle schede grafiche in termini industriali che vanno ben oltre il fatto che gli uni usano le altre. NVIDIA negli anni ha stretto vere e proprie partnership e sinergie con gli sviluppatori e questo ha giovato non solo ai conti delle grandi aziende, ma anche allo sviluppo stesso della grafica PC. Ha ovviato a quel problema che, endemicamente, i PC hanno rispetto alle console, ovvero essere in un ambiente in continuo movimento, in cui il software non ha possibilità di avere un hardware di riferimento. Da una parte le specifiche tecniche sono sempre state condivise con lungimiranza, dall'altra parte ci sono stati certo casi in cui NVIDIA ha sviluppato sui suoi chip opportune scorciatoie per rendere più performanti certi effetti grafici.

In questo senso DLSS5 non fa niente di diverso e verrebbe da dire che se non ci fosse la parolina AI non sarebbe scoppiata la polemica, ma in realtà il mondo moderno è pazzo-pazzo-pazzo e mentre le logiche che abbiamo descritto sopra rispondevano a un funzionamento sano del mercato che voleva dare un prodotto ai consumatori e fare soldi da quello in questa ulteriore mossa ci sono, secondo me, delle storture nascoste che legittimano una certa perplessità.

Intanto i videogiochi non sono oggi il mercato trainante di NVIDIA, lo è invece l'AI, in quella maniera isterica e pazza che è propria di tutte le strategie economiche che coinvolgono l'AI. Se un giorno il sistema scoppierà sono sicuro che NVIDIA sarà uno dei pochi attori che si rialzerà facilmente in piedi, ma anche così è evidente che l'azienda ha bisogno di tenere alto l'hype dell'ambiente per il proprio ritorno, ha bisogno, come hanno bisogno tutti gli altri guru del settore che voi crediate nell'AI tanto che sembra che farvi credere in lei sia più importante che farvela comprare. In questi termini l'introduzione di DLSS5 è suonata come un tentativo di NVIDIA di proclamare che "da domani i videogiochi si avvarranno estensivamente dell'AI", questo in controtendenza con l'industry in cui molte voci autorevoli si stanno tutelando proclamando di non voler usare l'AI. E' insomma il lato "politico" dell'operazione che rischia di essere il più squalificante, anche al di là del tecnicismo."

L'altro errore che bisogna riconoscere al rilascio di DLSS5 è forse un errore di comunicazione oppore un errore effettivo di come la funzionalità opera. NVIDIA ha dato impressione che basti "accenderlo" per rendere i giochi "più belli" e ha mostrato dei confronti di immagini in cui DLSS5 aggiungeva un certo livello di dettaglio a giochi pre-esistenti. Il problema è che questo è stato fatto con la stessa ottusità con cui in altri ambienti si propone l'AI nell'arte o nelle attività creative, ovvero credendo che semplicemente perché l'AI aggiunge dettaglio questo renda effettivamente la grafica "più bella". Il giochino funziona quando parliamo di video di consumo, stupidi spezzoni per tiktok, gag di creator dalla scarsa verve che hanno bisogno di un'immagine per farsi notare e questo tipo di spazzatura qua. L'aggiunta di dettaglio in un prodotto vero, come un videogioco, deve essere fatto coerentemente con la direzione artistica dello stesso e qui invece l'impressione è che l'AI prenda il controllo e si metta a spolverare zucchero a velo un po' a caso, a volte sul pandoro (buono), a volte sulle polpette al sugo (meno buono), a volte sul pane tostato (mmmh, probabilmente non male).
In questo senso, a livello di comunicazione, NVIDIA ha provato a raddrizzare il tiro spiegando che no, non è che tu schiacci un bottone e fa tutto lui, la funzionalità rimane in mano agli autori però di solito quando le funzionalità rimangono in mano agli autori sono gli autori che producono dei tech demo che le dimostrano e tengono il controllo del prodotto, non l'azienda che tira fuori da sola grafica promozionale per dimostrare, in un certo senso, che gli autori non servono più.

In sostanza la "funzionalità AI" è neutra e non è molto diversa da altre funzionalità messe a disposizione da NVIDIA negli anni, è la "filosofia AI" con cui viene promossa che avvelena l'ambiente perché continua a contrabbandare sottilmente l'idea che finalmente possiamo fare a meno della creatività, soprattutto negli ambienti in cui i creativi, con le loro paturnie, le loro mattane e le loro fisime ostacolano il flusso dei soldi che se non esistessero sarebbe sempre generoso e costante (per le persone che comandano). Finché questa idea accelerazionista e super-capitalista continuerà a comandare non sarà possibile accogliere l'AI nelle logiche di mercato perché intende sostituirlo (male) invece di supportarlo.

“And you said, "Hey, do you wanna see the West with me? / 'Cause love's out there and I can't leave it be" / And I said, "Honey, love's never meant much to me / But I'll come with you if you're sure it's what you need"”

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