Strip
serie
1043, 11/12/2021 - 98 è l'anno
1043
11 . 12 . 2021

Sole e ghiaccio

“Nevrili segmenti di luce concentrata”, placche e nervature di cristallo sui parabrezza della tua macchina in un gelido mattino di sole dopo una nevicata notturna, la luce accecante sui campi bianco e marrone, i rami rugginosi contro un gradiente perfetto di azzurro cielo. È arrivato l'inverno. È arrivata la parte più bella dell'inverno, quella con le lucine e le feste, non quell'abisso buio e freddo che ci attende dopo.

L'aria frizzante è carica di frenesia di possesso, e già un po' basta questo a sgonfiarci lo spirito... se poi ci aggiungete che Gödel in questa strip è abbastanza vecchio da fare cosplay di Babbo Natale...
Ma no, abbandoniamoci all'atmosfera festiva, fatta per scacciare i pensieri cupi: questa è stata teoricamente una settimana di festeggiamenti anche nel settore del Divertimento Elettronico, la settimana dei The Game Awards 2021.
Abbiamo già narrato in passato la vastità del nulla che ce ne frega. Questa scelta di titoli poteva andar bene nel carrello della spesa del bamboccino al Mediaworld, se non proprio all'Esselunga: che invece sia espressione delle testate giornalistiche specializzate è agghiacciante.
Oppure no: in tanti si sono interrogati sulla valenza di questi premi, se debbano premiare quello che piace al popolo oppure le opere di migliore fattura. Sono due cose ben diverse, spesso in contrasto tra loro. Nella infinita maratona dal vivo di Multiplayer, ad esempio, se ne è parlato assai pur di riempire le ore... ma non è il genere di domande che trovano posto su queste colonne.

Sono pippe, e noi non abbiamo tempo.
Tireremo le somme del 2021 (molto approssimative e volubili) a capodanno, come da tradizione in questa tana di conigli.
Mi limito a notare che questa cerimonia schifosamente sovraccarica di pubblicità si è redenta nel finale, premiando It Takes Two: una scelta che racchiude in sé un barlume di speranza, un fiacco scatto di orgoglio per un'Industria che non è ancora stata completamente sconfitta. Un gioco che va giocato in due, e l'altra persona dovrebbe essere un, ehm, Interesse Romantico, perché altrimenti si creano situazioni diciamo un po' disagevoli per via dei temi trattati. E dunque voto 10/10: “Almeno non è Assassin's Creed”. E costa meno di una seduta di terapia di coppia dallo psicanalista, mi dicono.

Ma oggi guardiamo anche avanti, non solo indietro: c'è almeno un annuncio di cui devo parlare, ovvero la pubblicazione su PC di Final Fantasy VII: I Morbidi Capelli di Nomura.
Oramai siamo abituati a una SquareEnix severa e crudele, che gioca coi nostri sentimenti da anni. La scelta di legare questo gioco all'esclusiva Epic Games Store, unita a un prezzo esorbitante e senza precedenti di 80EUR, è una combo di calci in faccia che non ci meritavamo! Perché, perché devi farci così male, SquareEnix?! Ma calpestami pure con i tacchi a spillo, prego, accomodati.
Il resto può attendere.

Lo-Rez: arte, storia, web design
11 . 12 . 2021

Gioielli di quarzo

Stiamo diventando (siamo) vecchi. Che ne sanno i duemila (di Battisti e Mogol).

Quale azienda del mondo dei videogiochi potrebbe per prima avventurarsi nel mondo senza scrupoli degli NFT? E perché proprio Ubisoft?
Ubisoft il nostro Gollum, sempre così crudele, avido, malvagio eppure il Gandalf che è in noi ci ricorda che anche lui ha uno scopo, anche lui serve, per esempio è un periodo che si è messo come gli altri a regalare videogiochi a tutto spiano.

Long story short: Ubisoft ha annunciato il progetto Quartz. Sostanzialmente ha deciso che nel suo prossimo Ghost Recon (e probabilmente in tutti i giochi a seguire) legherà i collectable a degli NFT così che il giocatore potrà averne la proprietà anche al di fuori, in un certo senso, del recinto del gioco. La notizia è stata subito assalita da folle di giocatori inferociti che hanno minacciato Ubisoft del peggio (come se il Signore Oscuro potesse prendersela) dislikando il video youtube relativo (che-paura) e minacciando di non giocare più i videogiochi dell'azienda. In generale le critiche sembrano ruotare intorno alle problematiche che gli NFT di per sé mostrano di avere, da una parte la questione energetica (infatti Ubisoft stessa dichiara Quartz "energy efficient") dall'altra quall'ambiguità tutta capitalistica per cui gli NFT certificano il possesso di qualcosa che non esiste rendendoti allo stesso tempo un gretto accumulatore che vuole il dominio sulle cose e un mammalucco che si è fatto infinocchiare spendendo soldi per una scatola vuota.

Però qua siamo su FTR, voi sapete che ho un pensiero un po' più articolato sul mondo delle blockchain e anche una visione più cinica del mercato. Non verrò qui a dirvi che Ubisoft dovrebbe invece concentrarsi per offrire una experience di gioco migliore e blah blah blah perché sono i videogiocatori a non volere una experience di gioco migliore di quella che hanno per cui concentriamoci un attimo su quello che ha invece fatto con Quartz con una visione un po' più ingegnera, tanto per riempire questa colonna e fare quattro chiacchiere.
Innanzitutto basta con questa polemica sul consumo di energia, per favore. E' una polemica pretestuosa, che affascina molto gli avversatori della blockchain e che si basa sempre su calcoli tagliati con l'accetta. Se calcolassi ora quanta energia viene spesa per condividere gattini (e solo quelli) vedreste delle cifre che vi farebbero vergognare per tutti i video di Fluffy che avete messo su TikTok. Mettiamo tutto questo gran discorso da parte e andiamo oltre.
Il discorso invece di collegare i collectable agli NFT invece appare grottesco anche a me, ma solo per una questione di mia limitatezza mentale. Prima di preoccuparvi di questa cosa perché ci è entrata la parola "NFT" credo che tutti dovreste riflettere sul fatto che sì, ci sono milioni (MILIONI) di videogiocatori che spendono migliaia (MIGLIAIA) di euro/dollari/moneteasiatiche per comprarsi un costume in un videogioco, per giocare online in maniera cool, per delle migliorie estetiche in qualcosa che avviene su uno schermo e che non ha alcun riflesso sulla loro vita né ne avrà probabilmente a sei mesi dall'acquisto fatto. Questa cosa appare assurda anche a me, ma è un fatto, è vita vera.
Questo è un punto critico del mercato del videoludo moderno, è uno snodo cruciale, è il motivo per cui League of Legends si è potuta permettere di produrre una cosa come Arcane per pura noia, per dire (torneremo a parlare di Arcane) e visto che muove queste grandi masse di DENARO, anche se non vi sembra attinente all'arte videoludica purtroppo è qualcosa che dovete mettere al centro delle vostre considerazioni sull'industry.
Quindi questa cosa già esiste senza gli NFT e assomiglia tantissimo a quello che rappresentano gli NFT ovvero una brama di possesso di qualcosa che non esiste. Messa in questi termini, allora, il passaggio agli NFT appare come un passaggio naturale. Dobbiamo accettare che c'è tutta una serie di entità che non esistono nel mondo reale, ma che la gente vuole scambiare (possedere/comprare/vendere) e la naturale piattaforma tecnica che permette questo, in senso condiviso e indipendente dall'oggetto in sé, sono gli NFT su blockchain. Se vi comprate il costume da coniglio su Fortnite lo avete solo perché è scritto dentro un server di Fortnite, sta a Fortnite decidere se tenere in considerazione questo possesso o no. Non potete farci niente, con quel costume, se non con la mediazione di Fortnite, quindi lo avete pagato (non so se sto costume da coniglio si paga, è un esempio) e lo possedete ancora meno di come lo possedereste se fosse su NFT. Il problema non è salvare l'acquisto sul database centralizzato del server di Epic o su una blockchain, il problema è che voi avere espresso la volontà di elargire soldi per possere un costume da coniglio. Il resto è bassa tecnologia informatica.

Una volta che una tecnologia (che, ricordiamolo, non è né buona né cattiva) entra in gioco e arriva a regime, viene cioè usata da una platea vasta, ovviamente sorgono opportunità che la riguardano. Per esempio Ubisoft stessa sottolinea come i collectables su Quartz, a questo punto, possono avere un loro mercato, possono essere venduti, scambiati, riciclati. E' questa una forma di possesso più pieno, potete prendere il costume da coniglio e poiché NON LO METTI provare a venderlo su Vinted. Anche in questo caso è una cosa che si è sempre fatta (voi i gold farmers di WoW non so se ve li ricordate) solo ora all'interno di un regime tecnologico più pulito e chiaro.
Alcuni hanno fatto notare che forse gli NFT, prima di essere usati per il caschetto con il disegno del teschio dovrebbero essere usati per i videogiochi stessi e hanno perfettamente ragione. Gli NFT potrebbero dare al concetto di copia digitale tutta una nuova dimensione e esattamente come per i collectables potrebbero dare ai videogiochi un mercato più strutturato. Potremmo avere un mercato dell'usato digitale che potrebbe far ricircolare oggetti un po' vecchiotti senza aspettare che una qualche piattaforma ce li regali iper-scontati. Visto che oggi il mercato dei videogiochi sta andando a centralizzarsi su grandi piattaforme come Steam e Epic non sembra nemmeno troppo lontano il giorno in cui potremmo effettivamente impiantare una struttura del genere, certo, cinicamente però avverrà solo quando anche i produttori e le piattaforme capiranno come trarne vantaggio.

Anche questa settimana questo posto che non esiste vi ha fatto spendere del tempo (che forse esiste o no, dipende quale filosofia seguite) magari in modo lieto. Torneremo allora settimana prossima, quando saremo ancora più vicini alla venuta di Babbo Natale. Che invece esiste sicuramente e guai a chi dice il contrario.

“Who brought judgy Harry Potter?”

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