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14/02/2k26 - S.Val 2026: This is a disco love!
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14 . 02 . 2026

Toni di rosa

I toni di rosa, nevvero, annunciano come ogni anno che - se del caso - anche FTR sa piegarsi alla bieca ricorrenza di... S. Val.
Stavolta non saprei dire nemmeno io dove stia il romanticismo in questa illustrazione, con i nostri eroi tramutati da un gender swap (pietosamente in controluce) in altrettante, ehm, idol KPop...? Il KPop ha le idol? Tutto quel che so sul KPop me l'hanno insegnato le K/DA e, più di recente, KPop Demon Hunters.
E a giudicare da quuesti due, altroché se ha le idol!

Ma per noi la festa dei cioccolatai e degli orefici e delle piccole fioraie infreddolite agli angoli di strada assume connotazioni bizzarre, lontane dalle pubblicità dei profumi francesi... ma forse no? Vorrei riesumare la rubrica del Regalo In Ritardo, in cui una ventina d'anni fa ci divertivamo a dare consigli per gli acquisti rigorosamente dopo la data fatidica.
Oggi siamo appena in tempo, cioé in ritardo. Ecco dunque il profumo di Solid Snake, un bagno da cui uscire olezzanti dell'odore muschiato di Naked Snake (Eater).
Nemmeno la perversione di Kojima era mai arrivata a tanto. Oltretutto Metal Gear Solid è tornato prepotente ad affacciarsi sul mio cuore alla notizia della riedizione di MGS4 e Peace Walker: titoli di cui parlammo tanto a suo tempo su queste colonne, e che mi piacerà molto recuperare.

Sempre tra gli annunci di questa settimana, mi sono un pochino eccitato per, ecco, Dead Or Alive 7: un filmatino velocissimo ma che va dritto all'essenziale, e si concentra sui particolari che contano davvero.
Protagonista: una Kasumi riconoscibilissima.
Permane un senso di malinconia, nel fare queste allusioni sconce, dal momento che non c'è più il Grande Tomonobu Itagaki a riderne insieme a noi.

Ho visto anche il nuovo Castlevania e mi è parso come bere un calice amaro: senza la storica arte di Ayami Kojima non è proprio la stessa cosa.
E se anche quella ritornasse, per qualche promozione collaterale, mancheranno comunque gli sprite in 2D, sostituiti da questa roba qui che non saprei come definire. Anche le animazioni mi paiono approssimative: ma dopo aver ammirato Silksong mi sono guastato il palato, e ora ogni altro Metroidvania mi pare rozzo e mi delude.

Basta. L'imperativo del calendario ci ha fatto sospendere per una settimana la carrellata di presentazione dei nostri nuovi personaggi, la Brigata Venerdì.
Ritorneranno.

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14 . 02 . 2026

Le lattine con la plastica

Gachiakuta partecipa ha un particolare torneo in voga in questi ultimi anni, cioè la corsa al sostituto di Attack of Titans. Dove non si intende una serie che abbia impatto sul mondo degli anime e introduca nuovi modi di raccontare (cosa che AoT è stato alla sua uscita), ma una serie che possa fare presa sul mondo occidentale così da fare un gozzilione di dollari più di quello che fa una serie di successo normale che ha successo solo nel mercato asiatico.
Questo è un punto che vorrei teniate ben chiaro, durante questo receditoriale, perché spiega alcune delle scelte fatte dagli autori, nel bene e nel male.

La storia in breve: Rudo abita nel quartiere sfigato della città perfetta dove tutti sono vestiti di bianco e si atteggiano da fighi, ma nessuno fa la differenziata. Indossa dei guanti che gli proteggono le mani, misteriosamente sfigurate da un qualche morbo radioattivo e, lui si, ha la passione del recuperare la roba buttata via e ripararla.
A seguito di una certa catena di eventi, però, viene accusato della morte del suo tutore Regto e gettato assieme ai rifiuti. Scopre così che il suo modo galleggia al di sopra della Terra e che questa è ormai ridotta a una discarica inquinata, infestata di bestie immonde generate proprio dalle enormi masse di roba buttata via. Baluardo di questo mondo i ripulitori, persone tutte dotate di jinki, ovvero capaci di avere un rapporto speciale con un certo oggetto fino ad acquisire, tramite questo, superpoteri. Ovviamente anche Rudo ha questo rapporto con i suoi guanti e ovviamente ci sono anche delle persone col jinki cattive ecc ecc e un sacco di misteri ecc ecc e un sacco di personaggi strani ecc ecc.

Partiamo dalle cose belle: Gachiakuta è un progetto tecnicamente notevole. Il suo stile non è esattamente la mia tazza da té, ma è indubbio l'enorme lavoro per ottenere una resa d'immagine molto caratteristica, muscolare e dinamica. I personaggi affrontano tutto lo spettro delle situazioni di un'anime, dal comico al sentimentale fino all'action puro, ma anche quando la loro immagine viene ridicolmente deformata conserva il carisma del disegno più serio. E' un'evidente strategia dovuta all'obiettivo di cui il cappello di cui sopra l'idea di ammiccare al mondo dei graffiti, allo stile afro e a un certo underground americano che può vagamente ricordare le Tartarughe Ninja (fumetti). E' una serie che visivamente "parla" molto all'occidente in diverse sue forme e fa molto per arruffianarselo. C'è anche tutto un sottotesto (molto sotto) di fluidità gender, omoerotismo e atteggiamenti queer, niente di preso di petto, ma che contribuisce all'atmosfera.
A corredo le varie canzoni di apertura e chiusura sono del giappo-rock acido, non spudoratamente occidentaleggiante, ma comunque orecchiabile.

Il problema di Gachiakuta è la scrittura di questa prima stagione che sembra stata fatta con il pilota automatico, facendo promesse sui grossi misteri che circondano il mondo dei suoi personaggi, ma dimenticandosi di mettere qualche spunto narrativo interessante giù adesso. E' sconcertante come, dopo cinque minuti, si possa prevedere esattamente al dettaglio cosa accade nel primo episodio. A seguito di questo una serie di giochini già visti tra scoperta del sistema di poteri e dei vari personaggi, prime sfide con i cattivi minori e prime interazioni tra personaggi nel nome della collaborazione e dell'amicizia. Nella seconda parte della stagione si svela il cattivo (evidentemente non definitivo) e con questo la si tira in lungo in modo imbarazzante con una serie di scontri che non arrivano mai al dunque e spiegoni scollacciati buoni solo a riempire il minutaggio. Il finale risulta addirittura anti-climatico.

Paradossalmente, però, anche in queste condizioni, Gachiakuta fa il suo mestiere al meglio: vende scene dinamiche e muscolari, accenna a una mezza dozzina di cose di cui non spiega nulla rimandando tutto al futuro, offre immagini suggestive del misterioso confine che impedisce di risalire al mondo celeste. La sua stessa linearità può sedurre l'utenza meno smaliziata, che non è pronta ad affondare nelle contorterie di certi anime e vuole essere rassicurato di poter seguire la storia senza problemi.

L'impressione generale è che Gachiakuta sia schiavo dell'algoritmo o di una strategia a lungo termine che non riguardi solo la narrazione in senso stretto, ma la vendita del prodotto. A me ha un po' fatto innervosire, soprattutto nella sua seconda parte, perchè a tratti mi è sembrato proprio spudoratamente stupido, poco interessato a intrattenermi e stimolarmi, tutto concentrato sul trascinarsi avanti in modo ammiccante. E' una roba che su venticinque episodi finisce con l'essere stressante.
Fate attenzione bene che però è una sensazione che arrivai a provare anche con l'Attacco dei Giganti. Anche allora a un certo punto la storia iniziò a diluirsi e rallentare per piacere a tutti mentre a schermo non succedeva nulla. Ai tempi abbandonai la serie (e tutt'oggi non ho idea di come finisca) mentre credo che quando Gachiakuta tornerà sui nostri schermi tornerò a guardarlo. Perché è un anime che ha tutte le capacità per essere divertente. Solo che non pensa ne valga la pena.

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