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30/05/2k26 - Tempo percepito: Il tempo non esiste!
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30 . 05 . 2026

Fatality

Il tempo soggettivo può giocare brutti scherzi a un Gödel qualsiasi in una riunione che poteva essere una email, o ancora meglio un emoji, così come a me spettatore che assisto all'affascinante disastro del Cinema Contemporaneo.

È da un po' che non parliamo di film su queste pagine: oggi in realtà ci sarebbero anche certi argomenti ludici che scalpitano per venire alla luce, ma aspetteranno. (Forse per sempre.)
In compenso ho parlato dell'assenza di parole mie sul film della settimana (?), quello del Mandaloriano con Baby Yoda. Se questi editoriali sono innanzitutto il diario di noialtri due autori che va avanti da 25 anni ininterrotti, era importante marcare questa assenza a pennarello rosso sul calendario di maggio 2026: maggio, il mese di Guerre Stellari per tradizione, disertato con una sufficienza e un'aridità di cuore che non credevo di avere in me.
Ma il posto di questo film, parlo per “conoscenza aneddotica” e per puro istinto animale, mi pare tra i telefilm del pomeriggio visti mentre me stesso adolescente faceva i compiti, e lo guarderò non in sala ma in un contesto più casalingo per avvicinarmi il più possibile a quell'esperienza ancestrale.
Pare non sarà una gran perdita, non vederlo su un lenzuolo gigantesco, tra pianeti blandi come il parco giochi dietro il tuo condominio e una fotografia slavata... fosse davvero così, le vibes (!!!) da Hercules o Xena Principessa Guerriera scorreranno fortissime: meglio ancora.

Ci sarebbe qualcosa da dire anche su un altro film che invece ho avuto occasione di vedere qualche tempo fa: quello tratto dal libro Project Hail Mary (più che un romanzo una sceneggiatura già servita, dopo aver opportunamente tagliato tutta la Scienza™).
Qualcosa di positivo, ma non necessariamente di interessante. L'ho trovato piacevole, caldo come una trapunta quando fuori nevica, comodo come una maglietta di cotone fiammato che risale agli anni '10. Bellissimi colori, vividi ed eleganti e ben amalgamati (i colori mi ossessionano sempre un po'): un nuovo film di fantascienza davvero a colori, che mi fa sperare di esserci lasciati alle spalle l'ormai famigerato periodo grigio-marrone, e anche l'orange & teal.
Il film a momenti è un pochino troppo smaliziato per farmi regredire completamente allo stadio fanciullesco, ma è già un miracolo che ci metta tanta emozione sincera, che carichi di serietà certi momenti e ne alleggerisca altri con facezie, invece di frullare tutto insieme in un indistinto pastone per maiali.

(Questo pastone per i porci, per comodità lo chiameremo “I Film Marvel”.)

E poi c'è un terzo film, visto anch'esso coi miei occhi. Ho dedicato a Mortal Kombat II 116 minuti del mio tempo: sarebbero stati meglio spesi giocando all'omonimo videogioco, magari in una fumosa sala giochi del paesello, su un cabinato assediato da una folla di tredicenni ancora vestiti dalle rispettive madri, ma già suddivisi in spietati bulli e fragili vittime, sebbene le due categorie si rimescolassero con un dinamismo sorprendente, a ripensarci oggi...
Quasi tutto il mio tempo sarebbe stato meglio speso così, a ripensarci oggi, ma non è il caso di lasciarsi andare a queste riflessioni amare. Basti dire che Mortal Kombat II, con il logo scolpito nella pietra e il fulmine e tutto il resto, evoca in me riflessi pavloviani di cui non vado particolarmente fiero.
Mi hanno spinto a vedere il film, tanto per dirne uno.
Il problema di questo film, per molti aspetti animato da una sincera volontà di allestire un degno palcoscenico della memoria, è il suddetto pastone per i porci. Questo film è contagiato dal morbo letale della Marvel pur senza essere della Marvel.
Un film tristissimo e represso, che avrebbe davvero bisogno di una seduta allo sportello dello psicologo scolastico, si auto-sabota ad ogni passo. Ogni presunta tragedia è immediatamente stemperata da una battutina forzata, ogni momento di ilarità è subito seguito da un pippone pseudo-moralistico sulla Famiglia Al Di Fuori Dei Legami Di Sangue (la vera ossessione di Hollywood degli ultimi 20 anni, totalizzante e ideologica).

Che tristezza. Ma lasciateli sparger sangue in pace, questi tizi vestiti col cattivo gusto di fine anni '90! L'ironia è un'arma cui ricorrere solo nelle situazioni più insopportabili, diceva il saggio. Se volete far ridere, fateci ridere in pace. Se volete raccontare una storia coinvolgente che ci faccia sbiancare le nocche e bruciare gli occhi davanti allo schermo, abbiate il coraggio di scriverla senza rifugiarvi nell'autoironia. Fatality.

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30 . 05 . 2026

Bollori

L'ingegneria è sempre arte della misurazione del tempo, l'unica grandezza da cui nessuna disciplina può proprio svincolarsi, l'ingegnere deve spesso decidere con quali tempi si svolgono le attività che progetta, ma spesso l'enigma più arduo che deve risolvere è quello di stabilire quanto tempo ci mette a progettare le attività che progetta. E dopo averle progettate, quanto tempo ci ha messo. E vedere che i due valori, il prima e il dopo, siano più o meno simili. In tutto questo si infila il tempo percepito, che forse sarebbe la misura moralmente più giusta da usare, perché è giusto che un'attività che non ti passa più valga più ore di un'attività che svolgi in divertimento. Gli esperti di pianificazione aziendale, però, non sembrano d'accordo con questo principio.

Ha finito col fare veramente caldo in quest'ultimo periodo, una roba che ovviamente noi di FTR non sopportiamo, a cui resistiamo restando rintanati nelle nostre camerette con l'aria condizionata (o il raffrescamento) sperando che le CPU ormai sature di AI dei nostri computer non contribuiscano ad alzare le temperature. E' sempre difficile fare l'editoriale in queste condizioni, ma non ci fermeremo perché l'editoriale di FTR sia con il solleone che la tempesta, DEVE uscire. Anche se non ci è chiarissimo perché.

La polemichetta dell'estate riguarda Mixtape ed è noiosissima. L'internet complottista convinto che i giornalisti dei videogiochi siano in combutta con l'industry per pilotare il mercato (ehm) cerca di reclutare l'internet dell'anti woke che è un po' contro tutto quello... beh, tutto quello che secondo loro è da essere contro e cerca di cucinare una guerra santa per fermare un gruppo di adolescenti che ascoltando musica vecchiotta. Mixtape è un walking simulator, una categoria che a me ha sempre rotto le balle, ma che ha da anni estimatori a tutti i livelli del pubblico del videludo, ma adesso non va più bene e non si capisce perché. Io ovviamente non ho né tempo né voglia di approfondire la questione perché, per l'appunto, ma me i walking simulator non piacciono e perché, ribadisco, l'intero impianto dell'accusa è a dir poco traballante.

Nel mio piccolo intanto ho finito di vedere Resident Alien di cui vi ho parlato a varie riprese nei miei editoriali. Resident Alien ha tutta la genuina professionalità dei prodotti SyFy, vissuta sotto l'angoscia costante di cancellazione. E' una serie che, nei suoi sketch e nei suoi personaggi, è scritta molto bene e ben realizzata, ma che non ha mai avuto il coraggio di avere una trama ampia di un certo livello perché, come da tradizione, ha rischiato periodicamente la cancellazione. Ovviamente, parlando di un prodotto molto comedy, poco importa che i grigi vogliano l'anima dei bambini per farne crema per la pelle o le donne-uccello siano molto sexy però a un certo punto ho avuto quasi l'impressione che la storia potesse fare il salto di qualità, cosa che invece non è successa.
Poco importa, rimane un gioiello per quello che riguarda il lavoro di Tudyk, rimane un prodotto divertente che non degenera mai eccessivamente e nel finale si è meritato anche dei piantini.

L'ho già detto che c'è il caldo, l'estate anticipata, la voglia di fare nulla? L'ho già detto che ho bisogno di mille scuse per far sembrare che questo editoriale sia breve e privo di reali contenuti per una buona ragione? Ahimé non l'ho fatto, ma le cose stanno proprio così. E' un periodo in cui lasciamo la nostra casa un po' più spesso del consueto e la nostra casa è anche FTR così ci capita di non curarne i pensieri come vorremmo. Forse però, a ben guardare, qualche argomento su cui potrei focalizzarmi sul serio, per il futoro, c'è. Continuate a seguirci, non prendete fuoco.

“Come una Miss Italia / Una Mi-Miss Italia / Una disperata ma sta-statuaria / Una Miss Italia, una Mi-Miss Italia / La più fortunata una Mi-Mi-Miss”

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