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09/05/2k26 - Chiusi in sala server: Si, ma almeno c'è l'aria condizionata
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09 . 05 . 2026

Reimpasto

E pensare che Clara dovrebbe essere quella più empatica del gruppo!
Ma nella strip di oggi, tra le ombre tetre delle profondità dell'antro del demoniaco Direttore, anche lei manifesta la sua vera natura: umorale e perfida come una gatta.

Questo immaginario diabolico mi porta immediatamente col pensiero al nuovo filmato dell'espansione di Diablo IV (a proposito del Direttore). Una volta, quando c'era Blizzard, i filmati che produceva erano tutti eventi epocali: spero che ne abbiano fatto dei documentari approfonditi, su quell'epoca magica tra gli anni '90 e i '10, altrimenti andrebbero fatti.
La Blizzard di oggi è, in gran parte, un simulacro posseduto da un demone (il demone Mammona, direi così a intuito). Per Diablo IV si sono rifatti alle atmosfere cupissime e truculentissime dei primi due, dopo che lo scarto verso il cartone animato del III non era piaciuto ai veterani della serie. Ma un simulacro può solo scimmiottare, male, quel che faceva in vita: e così i filmati di Diablo IV sono sì cupissimi e truculentissimi, ma proprio non fanno più lo stesso effetto di un tempo.
Si perdono nella sovrabbondanza di stimoli visivi dell'internet odierna, video qualunque in mezzo a milioni di ore di video che scorrono sotto le nostre dita ogni giorno. Non è solo colpa loro: ormai spiccare nella tecnica dell'animazione 3D fotorealistica è quasi impossibile. Per svettare sugli altri bisogna inventarsi uno stile nuovo, pittorico, una personalità: come Arcane di recente.
Ma se anche spiccassero nella tecnica, questi filmati a me non piacciono più. Io preferivo Diablo III: ecco, come la mettiamo? Veterano lo sono di certo, dato che mi pare di aver già narrato più e più volte (come fanno i vecchi) di come il giorno del mio compleanno di quella calda estate di trent'anni fa ecc. ecc., di come strinsi tra le mani il lucido cartoncino a brossura della scatola fisica che conteneva il CD fisico di Diablo II ecc. ecc....
Motivo per cui io questi video non li linko neanche: puah!

Questo editoriale è fuor di sesto e fuori dal tempo, sperduto come sarò su una costa straniera del Mare Nostrum nel momento in cui verrà pubblicato questo scritto.
Ne approfitterò per raccogliere i cascami di spunti di editoriali mai scritti, e reimpastarli in qualcosa che sembri un editoriale a sua volta.

Il lettore singolarmente ossessionato ricorderà, o meglio avrà intuito, che attorno all'epoca del Grande Distanziamento Interpersonale mi aveva preso la smania di costruirmi una tastiera meccanica (come visibile sulle scrivanie di Neo e di Gödel nelle strip del periodo).
Nulla di originale, mi duole ammettere: la moda delle tastiere meccaniche artigianali ebbe probabilmente il suo picco proprio in quegli anni. Oggi il sacro fuoco si è raffreddato, ma non si è estinto, e ancora mi posso emozionare per un sito come questo.
Il Museo dell'Ascolto Dei Suoni di Tastiera: certo non saranno riproduzioni perfette e certificate con gli strumenti sacri benedetti dai tecno-sacerdoti audiofili, ma rendono l'idea, e molti di quei nomi di switch li conosco bene. Ammirate ad esempio i leggendari “Holy Panda”, introvabili e costruiti mettendo insieme due componenti commerciali di marchi diversi, oppure gli Zeal Tealios (detti Zealios) V2, che sono quelli che scelsi io.

Potremmo anche fermarci qui, dopo un paio di ingredienti. Eppure voglio annotarmi una notiziola impossibile da tacere, una voce di corridoio clamorosa che, se confermata, mi fermerebbe il cuore: questa qui.
Non oso neppure proclamarla ad alta voce. Se verrà confermata ufficialmente, allora apriti cielo! Avremo di che riempire questi editoriali con canti di giubilo per lunghi anni.

Lo-Rez: arte, storia, web design
09 . 05 . 2026

Il gioco delle sedie

Vi avevo detto un po' di tempo fa che è sempre più difficile trovare anime di fantascienza e così eccoci a parlare di un anime di fantascienza vecchio come Bokurano (2007). Chi lo conosce già e conosce queste pagine potrebbe aver capito già che la scelta non è stata per niente casuale. (SPOILER ALERT, eccetera eccetera)

Nel risvegliarsi dal trauma della pubblicazione di Evangelion il mondo degli anime gemmò una terza via rispetto ai real robot di Gundam e i "robot alla Go Nagai", quelli che potremmo definire i "fantasy robot". Dei robot giganti in tutto e per tutto, ma che per qualche ragione arrivavano da contesti strani, magici, mistici o comunque incomprensibili. Anime che cercavano di cogliere gli aspetti più weird di Evangelion, considerando che erano quelli che gli avevano dato il successo, dimenticandosi però che Evangelion era anche un real robot in tutto e per tutto, con lunghe sequenze ambientate nei suoi cantieri e tutti i dettagli tecnici da tenere allineati con le fanfaluche religiose.
Ci sono diversi esempi di anime così anche qui su FTR, perché è un genere affascinante, perché i robot giganti, intesi come grandi creature umanoidi che fanno tremare la terra combattendo, sono pieni di carisma di per sé, come tutti i simulacri di qualcosa di superiore e incombente.

Bokurano non è proprio un fantasy robot, è una storia di fantascienza abbastanza corretta e completa, ma se ne sbatte molto della fantascienza coinvolta nella sua storia quindi l'atmosfera rimane in un certo senso magica e straniante quindi mi sembra sensato collocarlo in quel genere lì.

In breve: un gruppo di quindici ragazzini viene convinto con l'inganno da un misterioso scienziato a combattere per la salvezza della terra guidando un robot gigante (che loro chiameranno Zearth) in dei duelli uno contro uno contro altrettanti mostri tecnologici. Di combattimento in combattimento scopriranno le crudeli regole del gioco: se verranno sconfitti la Terra verrà distrutta e chi di loro guida il robot alla fine della battaglia muore. Il pilota è di volta in volta scelto casualmente o meglio è scelto dall'irrispettoso Koemushi, una specie di folletto a forma di pupazzo buffo che mostra per tutto il tempo completo disprezzo per il destino dei protagonisti.

Indichiamo subito l'elefante nella stanza: Bokurano viene indicato da Gen Urobichi come una delle sue ispirazioni per scrivere Madoka Magica. I collegamenti sono abbastanza ovvi: ragazzini vengono convinti con l'inganno a salvare il mondo e si trovano in realtà al centro di un gioco al massacro in cui la loro vita non conta niente e in cui non hanno altra scelta che trovare una via per accettare la propria morte. Da qui però le opere divergono: Madoka Magica si prende in carico la riscrittura del mondo delle mahoshojo e colloca tutta la sua poetica all'interno di quel mondo, Bokurano invece sopravvive raccontando come la società, a tutti i suoi livelli, reagisce all'evento e come si accartoccia su sé stessa in preda al panico.

Sopravvive, si. Perché Bokurano, al contrario di Madoka magica, scopre le sue carte abbastanza in fretta, all'incirca dopo la morte del secondo protagonista, e a quel punto rimane con altri tredici ragazzini delle medie da fare fuori. Lo spettatore più smaliziato sa già che difficilmente qualcuno di loro ne uscirà vivo, se non nel finale, e quindi si aspetta una morte dopo l'altra nei ventiquattro episodi che compongono la serie. Quello e poco più. E qui arriviamo a quello che, anche apprezzando la serie, è un suo limite, ovvero far intendere che, una volta rivelato il nocciolo della trama, questa avrà poche evoluzioni. Approfondiremo le vite di tutti i suoi protagonisti, scopriremo altri dettagli sul gioco, ma rimarremo comunque bloccati all'interno di esso, sicuri non ci sia possibilità di lieto fine (cosa che Madoka Magica alla fine invece ha, con le sue capriole esoteriche e senza contare i seguiti).

L'approfindimento nella vita dei protagonisti, in confronto, va giù per abissi senza fine tra stupri, molestie ai minori, suicidi, crudeltà e qualsiasi cosa vi possa venire in mente per imbastire una tragedia con al centro un dodicenne. Questa cosa è utile perché tiene sempre viva l'emozione e permette anche di aggiungere al reticolo del quindici (beh, sempre meno, col procedere della storia) anche personaggi confortanti come Tamotsu.

Tecnicamente Bokurano si presenta come una serie molto realistica, dai colori tenui, alfine tristi. Per qualche bizzarra ragione uno dei trend dei "fantasy robot" è presentare sempre robot con le proporzioni tutte sbagliate. Ecco, Zearth e tutti i robot con cui combatte sono proprio brutti. Si è poi deciso, per inscenare i duelli, di avvalersi pesantemente della grafica 3D, quella del 2009. Questo forse ha condizionato il design dei robot (che sono limitati nei dettagli e di conseguenza nei poligoni) e sicuramente ha impedito di offrire scene spettacolari e dinamiche altrimenti costosissime. Capite però che privare un anime del genere anche di combattimenti appaganti significa permettergli di elargire solo pura angoscia. Se non altro la opening è una bella canzone jpop che, tra l'altro, spiega bene il senso della trama e della storia tutta, senza lasciare indietro niente.

Nonostante quanto detto Bokurano è consigliato, perché appartiene moltissimo alla sua epoca, perché è un punto di svolta coraggioso e anche se forse tenere stretto il cuore dello spettatore per 24 episodi è una crudeltà gratuita e un viaggio che dona a più riprese emozioni. E' anche l'esplicitazione, paradossalmente, di un aspetto della filosofia Gundam che passa spesso sotto traccia, ovvero il fatto che il pilota, in una questione di robot giganti, viene considerato da tutti solo carne, qualcosa da consumare, una specie di differente carburante per la macchina da guerra. Questa spietatezza la potete leggere fra le righe in molte opere di Tomino e eredi, ma qui arriva al suo apice spiegandosi a lettere estremamente, tragicamente chiare.
Guardatelo, quindi, consapevoli di tutti gli aspetti esposti. E' uno di quei casi in cui comunque ne verrete arricchiti, un po' come si dice di tutte le cose buone prodotte da qualsiasi tipo di cultura.

“Uninstall, uninstall. / I was told that I am just one of the countless specks of dust on this planet, / But that is something I cannot yet comprehend. / Uninstall, uninstall. / I have no choice but to pretend that / I am a warrior who knows no fear. Uninstall.

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