Young Ladies Don't Play Fighting Games
Per fortuna non viviamo in Australia (?), ma anche qui la natura non scherza. Soprattutto sul far dell'autunno, sembra che ogni bestia sia assetata del nostro sangue: gli insetti, magari non numerosi come un tempo, ma comunque tanti e vari, ci vogliono uccidere.
Ti siedi su una panchina sperando di crogiolarti qualche minuto in un sole miracolosamente della giusta temperatura... e vieni assalito da Mosche Bestie Selvagge manco fossimo in Silksong.
Le escursioni al parco dietro casa tua, in quest'aria ottobrina, diventano rapidamente disavventure da incubo come The Long Weekend (1978), un film molto veritiero e istruttivo sui pericoli della fauna australiana, in cui tutti dai procioni agli uccelli cercano di ammazzarti appena abbassi la guardia.
Nonché l'unico film che conosco in cui il mostro finale è una foca morta. (Neanche una foca zombie, è proprio morta e basta.)
Ma accantoniamo le amenità delle gite all'aria aperta. Noialtri qui dopotutto viviamo per mezzo di uno schermo, e gli schermi si sa che mal si conciliano con l'aria aperta.
Di bestie feroci ce ne sono anche dietro gli schermi, se proprio vogliamo andarle a cercare: ci sono insetti belli grossi e ferocissimi anche in Dave the Diver, dicevamo la settimana scorsa, ma le loro punture non ci feriscono per davvero. E il nostro arsenale non ferisce loro, cosa da non sottovalutare.
Oggi però vorrei parlare di ben altre zuffe: quelle tra persone. Di Street Fighter 6 ho scritto meno che per i titoli precedenti, e uno dei motivi è che non l'ho ancora giocato. È l'unico Street Fighter che non ho ancora giocato. Ma gli voglio tanto bene lo stesso, e faccio il tifo con gli occhi a cuore per il suo successo: è fondamentale che esista, soprattutto ora che la sua storica rivale SNK è finita pancia all'aria per l'ennesima volta nella sua travagliatissima storia.
Tutti gli altri sono titoli magari simpatici ma comunque minori: resta soltanto Capcom a portare avanti la tradizione dei picchiaduro 1 VS 1, con i suoi chara-design eccellentissimi che ispirano un profluvio di illustrazioni, sia ufficiali che non.
A quanto pare SF6 sta andando benone nonostante sia avaro di costumini extra... una penuria che ci ferisce e ci offende, certo, ma forse potremo sfamarci un po' col film in uscita (!). Almeno finché appunto deve ancora uscire, perché quando l'avremo visto non so se ci piacerà davvero così tanto.
Ma io voglio credere. Articoli come questo mi autorizzano a sperare: L'attrice di Chun-li ha fatto una dieta speciale per ingrossare le cosce.
Ehm.
Follow The Rabbit esiste da venticinque anni per dar conto di notizie come questa.
Street Fighter 6 però lo devo amare soprattutto per una straordinaria congiuntura di sfere astrali, che ha riunito nello stesso gioco Chun-Li, Cammy, Mai Shiranui e... Tifa.
Lo avevo già accennato tempo fa, ma se mi ci fermo a pensare non riesco tuttora a crederci: possibile riunire tanta abbondanza in un singolo gioco? Qui si rischia il collasso gravitazionale!
Sarà bene fermarsi qui prima che mi venga l'epistassi come un qualunque protagonista di anime... anzi, di un anime in particolare: Young Ladies Don't Play Fighting Games...!
In cui alcune signorinette perbene, che frequentano un collegio dove si studiano le buone maniere, sono accomunate da una passione bruciante per i picchiaduro 1 contro 1 (Street Fighter 6 in particolare), ma le severe regole del collegio le costringono a sfidarsi in clandestinità... seguono tutte le amenità e perversioni che, se avete mai visto una roba giapponese in vita vostra, potete ben immaginare.
Ho stretto i denti e ne ho visto le prime puntate. È tutto quel che ci si aspetta, mi pare eseguito bene e c'è perfino una scintilla di Grazia: le “botte metaforiche” dagli effetti cruenti che si infliggono le ragazze quando si prendono a male parole. Ma non so se continuerò, in questi venticinque anni mi pare di aver dimostrato qui un rapporto complicato con l'animazione giapponese.
Esce il mio lib... ma è magico eh!
E' sempre con un po' di timidezza che mi presento in questa colonna a fare becera pubblicità alle mie esperienze letterarie. Per i Segretissimo ho cercato di contenermi perché, a parte un caso specifico e a parte certe fantasmagorie di Lo-Rez sono il primo a capire che parliamo di prodotti un po' lontani da FTR.
Stavolta però mi sento autorizzato a dedicare un editoriale a un progetto a cui tengo molto, ma che, lateralmente, è anche il risultato di alcune delle ossessioni di cui più parlo proprio in questa sede, quindi se di queste ossessioni vi è interessato sentire sappiate che potrebbe interessarvi sentire anche di questo libro.
Witchcast - La fame del lupo esce questo Ottobre per OperaNarrativa Edizioni. E' una storia di streghe ambientata in Italia ai giorni nostri. In particolare è la storia di Argenta, una ragazza incasinata che non ha memoria del suo passato, che non ha idea di come sia diventata strega, che non ha nemmeno capito bene come si sta al mondo. Voi una ragazza così la terreste chiusa in casa, invece no, le sue "nonne" adottive, un gruppo di streghe che si prende la briga di controllare che non si facciano troppi disastri con la magia in Italia, la manda a indagare sulla scomparsa di una ragazzina sulle prealpi piemonetesi sotto l'ala protettrice di Orlando, un omone dalle poche parole che si trova a farle da guardia del corpo e baby-sitter. Argenta, nel dipanarsi di una storia che, fino a un certo punto, si può considerare un classico giallo, si troverà ad avventurarsi per foreste misteriose, affrontare personaggi ambigui e anche svelare i segreti di una comunità di montagna che non ha tanto voglia di farsi vivisezionare da una coppia di estranei venuti da chissà dove.
Witchcast è una storia di magia e orrore, ma è anche una storia che cerca di tenere saldamente un artiglio aggrappato alla realtà. Mentre Argenta cercherà di decifrare la magia del piccolo borgo montano sull'internet un misterioso individuo si metterà a trasmettere un podcast true crime, raccontando la storia di un'altra ragazzina scomparsa nel nulla, sempre nello stesso paesino in cui si trova la protagonista. Ci sono dei collegamenti tra le due vicende? C'è della magia nascosta nella appartentemente lineare storia del podcast? Quali sono gli scopi di questo individuo che ha cominciato a raccontare online di questo fatto di cronaca?
A queste ultime domande NON troverete risposta nella Fame del Lupo perché Witchcast è un progettone assurdo che comprende ben SEI LIBRI, con tanto di codice colori, che verranno pubblicati nel corso del prossimo anno. In questo libro verde conosceremo i nostri protagonisti, ma solo proseguendo la lettura, affrontando quindi altre avventure e altre streghe potete scoprire tutto di Argenta, del podcast e degli inquietanti personaggi che orbitano intorno al mondo della magia, tutti con degli scopi fuori di testa da portare a termine.
So perfettamente che uno dei consigli che ti danno quando scrivi un libro è di inquadrarlo chiaramente da qualche parte così da capire subito quali sono i lettori a cui potrebbe interessare. Con Witchcast questa cosa è andata un po' malino perché è un libro che pesta tanti giardini senza fermarsi in nessuno. Argenta è una ragazza di 23 anni e sicuramente la sua vita sderenata va a toccare diversi temi cari al new-adult, il mondo delle streghe è reso secondo le regole del folk-horror, ma con un tono a tratti abbastanza leggero per considerare il libro un urban fantasy. I temi trattati sono pesanti così da escludere che si possa considerare una lettura per ragazzi (si amici e amiche, c'è del sesso!), ma allo stesso tempo Argenta affronta i suoi mostri (interni e esterni) con il piglio di una badass girl che non vivrebbe male in un racconto action.
Volete sentirmi parlare di Witchcast per ore e ore? Volete che vi spieghi vis-a-vis quali e quante delle mi ossessioni sono racchiuse nel libro? Sabato e domenica prossimi (17-18 Ottobre) mi troverete a Stranimondi per una volta non in veste di semplice spettatore, ma allo stand di OperaNarrativa, esposto al pubblico ludibrio. Anche al costo di arrivare a consunzione sarò presente entrambi i giorni, pronto a togliervi qualsiasi curiosità sul libro, sulla saga, sulle mie paranoie. A parte venire a Stranimondi, cosa che già dovreste avere in programma di fare visto quante volte vi ho detto della bellezza della manisfestazione, non esitate a venire a scrollarmi dal banchetto a dirmi tutto quello che pensate su di me!
Super-promo fatta! Questo è un editoriale che certamente dovevo a me stesso. Ci saranno sei uscite e non credo proprio di fare un editoriale per ogni romanzo, ma era giusto che anche questo luogo tenesse a battesimo il progetto. Io, devo dire, sono molto contento di cosa sono riuscito a scrivere. non vi dirò che il libro è bello o brutto (commento inutile da parte mia), ma vi assicuro che dentro ci sono i messaggi a cui avevo in mente quando ho cominciato a progettarlo. Può sembrare una banalità, ma per me non era facile pensare a un'opera che facesse e dicesse certe cose, Argenta (Argenta più di me, che i personaggi sono sempre più bravi degli autori) è invece riuscita a fare e dire tutto quello che mi interessava.
Voi però è meglio che cominciate ad aver paura delle streghe.
Cymon: testi, storia, site admin“Selkie, selkie, come to me / I would like to own the sea / Human, human, you're insane / we don't even own our names”