Basta fare attenzione
Ci siamo risvegliati a Capodanno con la voce arrochita come un Tom Hardy col mal di gola (ma senza averne il fascino).
Eravamo reduci dalle grandi Battaglie Stradali del '25, da imprevisti di ogni sorta a movimentare il vuoto spaventoso tra natale e la fine dell'anno. Forse abbiamo persino fatto una capatina d'emergenza in sartoria (senza aver mai compreso fino a quel momento cosa fosse una sartoria).
Ci siamo gettati incontro al 2026 con spavalda incoscienza, attaccando a parlare di Silksong e di una specifica tra le sue infinite meraviglie, perché volevamo trarre conforto dall'arte e dalla bellezza in questi momenti tumultuosi.
Ci sono senz'altro altri titoli nuovi meritevoli del nostro amore, ma io conosco Silksong e dunque è solo a quello che vanno tutti i miei pensieri. Non è bastato l'autunno intero né le vacanze natalizie: sono ancora lì che arranco faticosamente aggrappato alle sottane rosse di quella impavida Principessa Guerriera.
Non ce la faccio più: davvero il favoleggiato Atto III di cui cantavano le leggende è una sfida ben al di là delle misere forze che mi restano in questo guscio mortale, ormai svuotato delle energie e della prontezza di gioventù.
Ma Silksong non ha ancora finito con me.
“Lasciami andare!” vorrei gridare alla dea guerriera ammantata di rosso. “Liberami da questa sofferenza!” Ma ella non ha allentato la morsa d'acciaio in cui stringe il mio cuore.
Il fatto è che coi saltelli me la sono cavata: i salti e le arrampicate e i rimbalzi e i rampini e gli scatti e la gonnella/paracadute ormai li padroneggio a sufficienza da superare ogni prova di destrezza che questo giochino bastardo mi ha scaraventato contro... Dall'Ascesa del Monte Fatato all'ultima, sconvolgente fuga contro il tempo dall'Abisso in fiamme che ha richiesto tutta la mia esperienza di trentacinque anni di allenamento oculo-motorio.
Ho dato tutto.
Ma ancora Silksong non è soddisfatto. Ancora mi mette alla prova con Una Battaglia Dopo l'Altra, Boss dopo Boss dopo Boss, uno più strabiliante e letale dell'altro.
Silksong è una cornucopia piena fino all'orlo di dettagli che riscaldano il cuore: potrei profondermi in interminabili enumerazioni, ma forse è meglio guardarsi il video con 25 COSE CHE NON SAPEVATE SPIEGATE BENE, e poi guardarsi il seguito, che aggiunge altri 33 DETTAGLI INCREDIBILI CHE FANNO INFURIARE I DIETOLOGI.
(Ma no, questi sono video sussurrati e di buone maniere.)
La gran parte di quei dettagli io l'ho notata per mio conto, così come sono attualmente al 93% di completamento (ehm!) senza aver ancora consultato una guida.
Quando il gioco ricompensa con amore ogni mia più perversa curiosità, e rispetta il mio normale intuito di essere umano, vien naturale voler fare da sé.
Eppure questa volontà di fare attenzione mi sembra che scarseggi assai. Ci stiamo disabituando a intrattenimenti esigenti, o forse invece sono molto pochi gli intrattenimenti in cui vale la pena di investire attenzione.
A differenza di Cymon io Stranger Things l'ho visto fino alla fine: ecco, non direi che valga un investimento di attenzione e nemmeno di tempo. Nel complesso l'ho trovata innocua.
Questa serie assemblata pezzo per pezzo in laboratorio basandosi sui dati di ascolto ha raggiunto un pubblico vastissimo che ha inglobato anche Vostra Zia™, e il finale è stato un fenomeno di costume come fu per il Trono di Spade. E, allo stesso modo, questa folla poco avvezza a farsi raccontare storie di fantasia, composta da tizi che non sono capaci di fare gli spettatori, s'è avventata su internet cercando complotti assurdi per spiegare la propria insoddisfazione.
Ma “tutto non è un segreto più grande”: se siamo insoddisfatti, forse è solo perché Stranger Things non è stato un gran che, come intrattenimento. Forse non era per noi, nonostante Netflix abbia profuso milioni per convincerci di sì. Forse siamo troppo cresciuti per saziarci con uno spettacolino per ragazzini... e meno male.
Poco male: è iniziato un nuovo anno, andremo alla ricerca di qualcos'altro che valga la nostra attenzione.
(Dopo che Silksong avrà finito con noi.)
Like-Marx
Sono già due editoriali che scrivo 2026 al primo colpo nel titolo. Che lucidità.
Avatar - Fuoco e Cenere supera il miliardo di dollari di incassi globali. Il punto di vista che offrono molto è che "sta facendo peggio dei suoi fratellini", ma i suoi fratellini sono tra i cinque film più visti di sempre, questo significa che qualsiasi film prendiate, proprio qualsiasi "sta facendo peggio dei fratellini di Avatar - Fuoco e Cenere", quindi non è che sia una valutazione interessante.
Avatar - Fuoco e Cenere sta incassando una sbadilata clamorosa di soldi e, nuovamente, non interessa a nessuno. Sono tutti interessati a parlare di Stranger Things 5 che, probabilmente, non ha spostato di quasi nulla i profitti di Netflix, ma ci hanno fatto i memini. Avatar invece nessun memino quindi cacca-pupù. Cameron potrebbe venire a dirvi che le frasi di Vasquez in Aliens 2 facevano memini ancor prima che esistesse l'internet per mandarli in giro, ma si è appena fatto la doccia e si sta asciugando con delle banconote da cento dollari, ci metterà un po'.
Al capitalismo del XXI secolo fa schifo misurare il successo con i soldi, perché l'attuale generazione di imprenditori evidentemente trova che fare i soldi sia troppo difficile. Molto meglio misurare il proprio successo nelle "promesse di fare i soldi" e quando non è possibile questo meglio comunque misurare il proprio successo sui like. Fa niente se poi serve un pochino di bilancio creativo per tenere in piedi l'azienda o ci si mette improvvisamente a licenziare migliaia di persone. Quello "è colpa del mercato", quello è "la gente non vuole più andare al cinema", quello è "ha stata la pandemia". E' incredibile come, una volta ottenuti un mucchio, MA PROPRIO UN MUCCHIO DI LIKE, nessuno si presenti a casa tua a darti un corrispettivo dei soldi. Il massimo che puoi fare è mettere tutto quello che fai sotto ADV e poi avere dei banner fastidiosi che vengono su quando provi a cliccare qualcosa, così qualche soldino ti entra. Al cinema non si può fare quindi pazienza, che il cinema muoia.
Tant'è vero che Netflix vuole che i film Warner (che ora gli appartiene perché ha trovato dei contanti, non perché ha promesso di fare profitto) rimangano in sala massimo quindici giorni per massimizzare, evidentemente, i like rispetto agli incassi. Ricordatevi che gli incassi "a-là-Cameron" i film li fanno non perché tutti, ma proprio tutti vanno a vederli, ma perché la gente torna a vederli, così accadde sicuramente con Titanic. Ora tra biglietti costosi, distribuzione così e bufferie questo è meno fattibile, ma comunque un film che va bene se rimane in sala continua a fare soldi. Solo che a Netflix sta cosa non interessa, non ci sono i banner per i click, quindi meglio buttarli direttamente sullo streaming. Questa cosa ci farà guadagnare un mucchio di like.
Potete declinare questa cosa anche per l'industria dei videogiochi come anche per lo sviluppo dell'AI, con diversi punti di riferimento in quanto a tenuta e danni perché i mercati sono molto diversi. Nel cinema questa cosa è più evidente nel momento in cui escono, appunto, film come Avatar (che non è ovviamente paragonabile al fenomeno Zalone, su. Mettere le cose a confronto è fare pere più mele). Questi film escono sempre meno spesso, persino Doomsday, il super-evento Marvel, sembra dover contenere tutti, ma proprio tutti i personaggi Marvel perché anche qui c'era materiale per fare una fase di altre dieci pellicole, ma nessuna voglia di realizzarla. L'evento Doomsday sarà probabilmente un evento catartico di ipertrofia cinematografica e un punto di svolta in cui capiremo chi, tra il pubblico e le major, non ne può proprio più delle sale. Intanto se guardate ora il palinsesto del vostro cinema più vicino sembra una rassegna del Sundance, ci sono un sacco di film, belli o meno belli, e sono tutti produzioni indipendenti e prodotti un po' di nicchia, senza un blockbuster a riempire la sala grossa. Nessuno però si azzarda a farlo notare a voce alta perché farlo non produce like.
Io Avatar - Fuoco e Cenere non l'ho visto. Giuro, quando dovevo andare a vedere la Via dell'Acqua mi sono ammalato e poi nessuno me lo ha più proposto, questo azzoppa il mio desiderio di vedere il terzo capitolo. Non ho nemmeno tantissima curiosità di vederlo, ma sono abbastanza convinto che se finissi in una sala dove lo fanno mi divertirei, pur con le sue tre ore di durata.
E il mondo degli anime? Sul mondo degli anime voglio fare un discorso più articolato perché stanno succedendo anche lì un sacco di cose belle e brutte a livello di mercato, ma a questo punto prima aspetto la prossima recensione anime che sarà una recensione pum-pum-pum di qualcosa di bello e poi arriveremo a parlare di vil denaro quantomeno con un po' di ottimismo.
Per ora, cari, salutiamoci. Ormai il 2026 è testato ed è andato in produzione. A guardare i telegiornali è pieno di bug e funzionalità che vanno storte, ma è andato in produzione lo stesso. Indovinate? Esatto, è proprio così che si rilascia il software al giorno d'oggi. E indovinate? Si, si tratta tutto di software che fa un sacco di like.
Cymon: testi, storia, site admin“Hört die Geigen, hört die Geigen, / Die Feuer sind entfacht! / Folgt dem Reigen, folgt dem Reigen / In der Walpurgisnacht. ”