Strip
serie
465, 29/05/2010 - Blue Sea of death
465
29 . 05 . 2010

L'isola

Neppure l'angioletto Bob ha saputo resistere al fascino degli smartphone: ma c'era da aspettarselo, da un panzone antipatico, vanesio, arrogante ed ignorante come lui. Proprio il genere di cliente ideale per un iPhone o un Blackberry.
Ben diverso sarebbe, naturalmente, tenere in palmo di mano un'applicazione Android per il monitoraggio remoto di un server Unix... tutto un altro stile, un'altra cultura, che però è lontanissima dal nostro Bob e molto più vicina al lettore tipo di questo sito.
Tutta questa amarezza nasce forse dal triste spettacolo delle folle adunate dall'iPad nel nostro paese: triste non per loro, le folle sorridenti e beate che si trastulleranno un poco con la tavoletta, ma per me, vecchio abbastanza da ricordare un tempo in cui queste cose non andavano di moda.
Bob, comunque sia, è stato assunto per amministrare un server clandestino di World Of Warcraft situato alle isole Paya Paya, e questa strip mi dà il pretesto per citare un'altra Isola, l'isola di Lost.
Domenica notte il pubblico americano, e tutto il pubblico mondiale raggiunto dai Canali di Distribuzione Alternativi, ha assistito al finale di una serie che ha segnato questo decennio. Ogni decennio infatti ha avuto la sua serie di riferimento, e nel bene e nel male gli anni 2000 sono consacrati a Lost. La conclusione non poteva soddisfare tutti, la natura ambigua dei temi trattati in questi anni ha dato a ciascuno spettatore un'aspettativa diversa, un'interpretazione diversa sulla direzione finale che doveva imboccare la serie. Sono state due ore intense, finché sono durate: da lì in poi, tutto sta alla sensibilità di ciascuno... ma non si può restare impassibili all'ultimo fotogramma, che commuove nella sua semplicità.

Non mancano gli argomenti succosi, questa settimana. Red Dead Redemption ha colto tutti di sorpresa per quanto è bello, per quanto è perfino migliore di GTA4, per quanto impegno ci mette per riempire la solitudine del deserto senza ridurre l'impatto emotivo della solitudine del deserto.
Per quanto mi riguarda apprezzo molto l'ambientazione: certo il western non si può dire originale, eppure nel settore videoludico è originalissimo. La cura dei dettagli è tale che, qualche volta, si va a fare una passeggiata notturna nel deserto senz'altro motivo che guardare le stelle e ascoltare i coyote. E ne vale la pena.
Da troppo tempo mancano su queste colonne le notiziole pervertite, ma con l'arrivo della bella stagione bisogna assolutamente rimediare. Ecco quindi che ci viene in aiuto ancora una volta il glorioso Giappone, con una news che sembra fatta apposta per FTR.
I chara-design di No More Heroes sono eccezionali, si sa: sia il 1° che il 2° titolo sono stati maestri di stile indimenticabili. Se poi si considera l'abbondantissima dose di perversione che infarcisce questi giochi, è del tutto naturale che una casa di moda inglese si sia ispirata ai costumi di No More Heroes per una linea di biancheria intima.
Ogni riflessione mi pare superflua, non c'è bisogno di parole.

Lo-Rez: arte, storia, web design
29 . 05 . 2010

L'inutile minaccia

Molte persone conoscono Facebook con internet, non sono sicuro che questa voce vi sia arrivata. Praticamente c'è gente che ha come homepage del proprio browser Facebook e quando lo apre è esclusivamente per navigare il Social Network. Magari qualche volta, cliccando, finisce altrove, ma non lo percepisce come un altrove, ma solo come una propaggine di Facebook.
Non è così tragico, Facebook è poco più che un interfaccia, permette di fabbricare contenuti e distribuirli, permette di comunicare, permette di collaborare. Non puoi scrivere un sito internet con Facebook, ma puoi comunicarne l'esistenza. A volte la seconda cosa è più difficile della prima, a volte la seconda cosa è più importante della prima, non bisogna dimenticarlo.
Se esiste gente che confonde Facebook con internet, però, è anche perché c'è gente che ha scoperto internet tramite Facebook, perché invece di avere a disposizione un intero mare nostrum pericoloso e complicato, ha trovato più utile avere davanti una macchina che digerisce le potenzialità delle rete e le distilla, un filtro che alla fine trasforma internet in qualcosa di altro da sé, autonomo e accattivamente. Gli internauti probabilmente hanno campato benissimo fino a ieri senza sentire l'esigenza delle funzionalità di Facebook, i facebooknauti campano benissimo senza conoscere tutte quelle idiozie che fanno gli internauti in giro per l'http.
E' curioso come questa meccanica che lega la diffusione di internet e quella di Facebook sia in qualche modo simile a quella che ha legato la diffusione del Wii e quella dei videogiochi. Anche in quel caso molte persone sono arrivate a confondere le due cose e considerare tutto il resto alieno, anche in quel caso lo scopo del Wii è risultato essere ricombinare l'idea di videogioco affinché diventasse altro da sé e soprattutto qualcosa che attirasse chi aveva vissuto benissimo senza videogiochi fino a quel momento.
Avremo probabilmente presto una nuova ondata così configurata. E' uscito da pochissimo l'iPad, la tavola della legge silicea. Personalmente gli sono rimasto tragicamente indifferente, o quasi. Insomma, per certi versi mi sento come è stato per l'iphone: sarebbe bellissimo averlo, ci sono un mucchio di pastrugni che ci potrei fare, ma non sento il bisogno di averlo. E voi capite perfettamente che il bisogno, per un nerd o anche per un ingegnere delle Tenebre bruciato è qualcosa di complesso e articolato. Chi non è capace di stimolarlo non merita attenzione.
L'iPad però è un non-computer che cambia l'esperienza digitale, potete immaginarvi a usare l'iPad in posti diversisssimi da quelli in cui usate il PC. E si, il primo è il bagno, in quel momento lì. Perché sappiamo tutti che quello è l'uso definitivo, anche se, stranamente, Jobs non l'ha sottolineato nel suo Keynote.
Un tale cambio di visione del mondo potrebbe effettivamente portare nel mondo informatico nuove fette di popolazione che col mondo informatico non hanno avuto nulla a che fare prima per tutte le motivazioni che ho espresso nei due esperimenti precedenti.
Ma, per ricondurci al titolo, l'iPad è inutile! Il Wii è inutile! Facebook è inutile!
Scordatevi quello che vi dicono gli antropologi e le grandi opere di fantascienza. Non procediamo perché, periodicamente, prendiamo coscienza di oggetti e tecnologie che possono migliorare la nostra esistenza. Non avanziamo sulla spinta di incredibili scoperte fatte allo scopo di rivoluzionare tutto. I passi della nostra Storia sono scanditi da oggetti inutili. Probabilmente il fuoco entrò nelle case dei cavernicoli come simpatico soprammobile animato.
Su questa sottile riflessione sulla nostra più intima natura FTR vi lascia a voi stessi per altri sette giorni, l'editoriale si chiude. Una sola cosa, però, farete bene a ricordavi: il coniglio è particolarmente inutile.

“1987 - Larry Wall falls asleep and hits Larry Wall's forehead on the keyboard. Upon waking Larry Wall decides that the string of characters on Larry Wall's monitor isn't random but an example program in a programming language that God wants His prophet, Larry Wall, to design. Perl is born. ” (da qui)

Cymon: testi, storia, site admin