Strip
serie
442, 19/12/2009 - Sfruttare il riscaldamento
442
19 . 12 . 2009

La stella cometa

La strip di oggi ci pare particolarmente appropriata in questi tempi difficili, nei quali va di moda preoccuparsi per l'Ambiente sulla base di dati scientifici clamorosamente falsificati.
Di certo non è una mossa molto furba collocare un server pirata di WoW in spiaggia sotto il sole dei tropici; ma non si può pretendere una gran conoscenza della termodinamica dal protagonista di un RPG e da un angioletto alcolizzato. E a proposito di RPG...

A volte capitano straordinari spettacoli astronomici che si possono vedere soltanto da certe zone remote del mondo, passaggi di comete o rare congiunture astrali che noialtri sfigatelli non possiamo ammirare da casa nostra.
Il 17 dicembre 2009 c'è stato uno di questi fenomeni, ed era visibile solo dal Giappone. Sono passati 3 anni e 7 mesi dall'ultima volta: pare che l'attesa sia stata molto più lunga, ma anche troppo breve. Una cometa scintillante ha sfiorato la Terra, giovedì notte, spargendo un milione e duecentomila brillantini magici su tutta Nippolandia, facendo felici musi gialli grandi e piccini... una cometa proveniente da una galassia lontana lontana. Una cometa con la copertina bianca su cui camepeggia un logo disegnato da Yoshitaka Amano. Una cometa per Playstation 3, che costa 9240 yen.
Nonostante una grande distanza ci separi, le moderne meraviglie della tecnologia ci permettono di vivere questo evento straordinario (!) dalla comodità del salotto di casa, grazie alle testimonianze generosamente offerteci dai nostri amici del glorioso popolo nipponico. C'è chi ha filmato le code davanti ai negozi, le esplosioni di gioia spontanea per le strade di posti che si chiamano Akihabara o Shibuya, l'apertura della confezione (sempre carica di erotismo anche quando è maldestra come in questo caso: ci mette 5 minuti per strappare quella maledetta plastica). Ci sono altri che stanno facendo la cronaca in tempo reale di tutti i momenti di gioco, come un Grande Fratello per ossessionati. Grazie di cuore, a tutti quanti.

Ora che Final Fantasy XIII è su un supporto (sia pure digitale) che possiamo stringere tra le mani (sia pure d'importazione), ora che il climax è stato raggiunto è il momento di rilassarsi, in contemplazione. Man mano che esploriamo il gioco, un centimetro dopo l'altro, il gioco si spoglia del suo fascino misterioso e quello che ci resta è un'ammirazione più tranquilla, la certezza che domattina quando ci sveglieremo il gioco sarà ancora lì, al nostro fianco (?).
Forse la cronaca migliore che potete trovare attualmente del lancio di FF XIII è quella di Tim Rogers, l'antipaticissimo giornalista/rockstar. Forse un milione e più di copie vendute il primo giorno in Giapponia può dare la misura dell'entusiasmo con cui è stato accolto il Sacro Titolo... ma sono numeri sterili, che un odioso Wii Fit può eguagliare. Quel che nulla in questa industria può eguagliare è l'impegno con viene confezionato il prodotto, la cura di ogni particolare, la sensazione appena si stringe il joypad di un software colossale levigato da decine di migliaia di ore di sviluppo e test. Questa dedizione maniacale nel produrre il gioco, l'audio e il video, è ripagata da una passione altrettanto maniacale, che spinge la gente a disegnare le mappe dei dungeon non appena arriva a casa dal negozio.
Final Fantasy XIII ha raggiunto l'obiettivo con la sua semplice esistenza, e giudicarlo nel bene o nel male sarebbe insensato e sciocco come giudicare un figlio quando nasce. Ci sarà l'occasione di parlarne ancora.

Lo-Rez: arte, storia, web design
19 . 12 . 2009

Trono di ghiaccio

Questa strip di FTR esce con un notevole tempismo. La città di Milano è sotto ghiaccio e tutta Italia sperimenta la neve, anche quella che non la vedeva dal secolo scorso (ovvero più di dieci anni fa), sfruttare il riscaldamento dei server, che è una cosa trendy veramente oggi come oggi, sembra davvero un'opportunità allettante e tutti quelli che abbiamo preso in giro quest'estate perché ancora puntano gli occhi su un video CRT adesso si stanno godendo la loro bella stufetta a fascio di elettroni mentre noi non riusciamo a trarre tepore da questo maledetto schermo piatto neanche strofindandoci addosso (lo so, è una brutta immagine, ma è trendy pure quella).
Capita a fagiuolo parlare di freddo anche perché, in modo abbastanza casuale, mi sono imbattuto nel trailer di Fall of the Lich King che non è nemmeno una vera e propria espansione di WoW (quella ha i lupi mannari), ma solo una patch di aggiornamento. Smettiamola di ingannare noi stessi dicendo che la Blizzard è brava nel calibrare il gameplay e nel game design, l'uomo che merita sempiterna stima e doni in natura da parte di tutti noi è il fottuto regista di questi filmati, la persona che li mette insieme con tutto il loro pathos e la loro potenza. Warcraft II non era granchè da questo punto di vista, a parte forse nella sequenza introduttiva che però ricordo a stento, ma da Starcraft in poi Blizzard è stata soprattutto sinonimo di cortometraggi d'alta classe che ti invogliano a giocare anche se poi sai che si tratta della versione treddì di Pong. Questo filmato in particolare, poi, fa anche leva su qualcosa di affettivo perché rievoca la crudele sequenza conclusiva della campagna umana di Warcraft III, con l'unico difetto che si sarebbe potuta mostrare almeno qualche ciocca della bianca chioma di Arthass ormai perduto nel regno dei non-morti. Qui forse è intervenuto il livello grafico del gioco, che ormai, ahimé, mostra un po' troppi anni per realizzare capelli credibili.
Il gioco vecchio piombato in casa per sbaglio questa settimana è Sacred Gold, titolo abbastanza in linea con quanto scritto nei paragrafi precedenti. A parte il fatto che mi sono tolto lo sfizio di scegliere un personaggio atipico come il Nano (nessuno sceglie il Nano, suvvia...) devo dire che il gioco ha dei limiti. E' un hack&Slash in cui l'hack ha veramente molto del manovale di bassa lega e l'ambientazione... non so... non dà impressione di essere ricca e non invoglia all'esplorazione. Eppure alla fine della fiera credo sia un gioco molto in linea con le produzoni che passano sotto FX e io credo che in questo senso è giusto che sia fatto così. FX non ambisce a creare gioco, ma giochi rapidi, a basso costo, che impegnino senza far affondare il giocatore nel loro mondo. E' vero, non provo entusiasmo per Sacred, ma in un momento di noia potrei farlo ripartire e giocarci, senza troppi problemi.
Sacred è l'ultimo gioco che allega TGM, alcune cose di questa scelta non mi sono piaciute, ma pazienza. Il risultato è che risparmierò da oggi spazio e soldi tornando alla rivista puramente cartacea. Credo siano ormai molti, molti anni che non compro un TGM senza doverlo liberare dalle sue imbragature di cartone e cellophane, ho esitato quasi a fare questo switch per decidere invece di abbandonare la rivista. L'editoria cartacea di videogame è ormai un orpello, giornalisticamente vuota quanto quella online, ma anche in ritardo di diversi mesi. Eppure qualche barlume di intelligenza nel TGM c'è ancora e considerando la mia apatia odierna averlo da sfogliare può tener viva la scintilla che mi è necessaria per continuare a scrivere del coniglio.
Vi lascio,oggi usciamo un po' in ritardo, sarà stato il ghiaccio o il Natale, non so. Comunque torneremo anche settimana prossima, quando il tizio in rosso con la barba se ne sarà andato da nemmeno ventiquattr'ore.

“Let them come! Frostmourne Hungers!”

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