Artigianato
L'estate è entrata a tutta forza qui a Mordor.
La lava scorre nelle strade, e noi Gollum scheletrici (ma in qualche modo non esenti da una pancetta antiestetica, tipica degli anziani) cerchiamo riparo invano, devastati dalla calura.
Anche dopo il calar del sole l'aria non si sbollenta: uno magari, trovandosi per caso in quel di Roma, vorrebbe anche cogliere l'occasione di vedere Hideo Kojima, il suo amichetto del cuore, Dario Argento (?) e il Dario Argento spagnolo eurotrash... ma è davvero un'occasione da cogliere, soppesando i pro e i contro? Non è la prima volta che mi avvicino tutto incuriosito alla locandina di un Festival Del Cinema, più è sfigato meglio è, un cineforum di paese sotto le stelle, una roba che dovrebbe essere preparata su misura per me, cinefilo bizzarro e ossessionato... e più la leggo e meno mi vien voglia di andarci. Anche qui sulla carta c'è tutto: ma poi alcuni dei film sono un po' troppo horror per i miei gusti, oppure mi hanno esaltato tantissimo ma mi hanno anche lasciato addosso un certo disagio come se mi fossi rotolato nel fango (questo, con una delle dee maggiori del cinema), oppure questa scusa o quest'altra.
Non andrò a vedere il Maestro e la sua corte, così come diserterò l'Installazione Artistica di Prada per cui è stato realizzato questo video, tanto criticato per l'uso dell'IA. Sull'uso dell'IA non ho molto da dire, se non che è proprio il genere di meschina poverata che mi aspetterei da una Grande Casa Del Lusso: ho sfiorato nella mia carriera più volte questo settore, e sono sempre rimasto allibito da quanto possono essere spilorci rabbiosi dei tizi che si fregiano di produrre artigianato di Lusso™ ad altissimo margine di guadagno.
In questo filmato che dovrebbe richiamare la fantascienza artigianale degli anni '50 e '60 non c'è, per definizione, alcun artigianato, come non ne è rimasto granché neppure nei suddetti prodotti di lusso.
In un altro settore, quello dell'Intrattenimento Elettronico, gli artigiani invece ci sono ancora. Quanto mi riscalda il cuore questa cosa (non che in questi giorni ci sia bisogno di calore)! Uno dei più venerandi maestri artigiani del videoludo è George Kamitami con Vanillaware: ogni singolo loro gioco mi ha eccitato tantissimo, e ho sparso tanta eccitazione in questi 25 anni di archivio.
Come ho potuto dunque non venire a sapere fin dal primo istante di... di... di Muramasa che arriva su PC nell'edizione definitiva?!
Muramasa l'ho amato tantissimo nel 2009, e farò mia questa edizione nel momento in cui apriranno le casse: e subito mi tufferò nelle sorgenti termali insieme alle scimmie e ai demoni-volpe lascivi.
Io George Kamitani lo stimo tantissimo, tanto da lasciar correre anche il suo spudorato voltafaccia sulla volontà di pubblicare su PC. In recenti interviste ha persino scaricato la responsabilità sul suo editore, ma fa niente. Vanillaware arriva dopo trent'anni su PC. Tutto è bene quel che finisce bene. Ingoiamo l'orgoglio, e consoliamoci con la promessa di “brand new hot springs scenes”: tanto basta per farsi perdonare.
Un altro giochetto, anch'esso assai artigianale, mi aveva ossessionato un paio di estati fa e oggi si è rifatto vivo con un'espansione: Dave The Diver. Questa è a pagamento, ma passi. Purtroppo sembra anche un mezzo passo falso, e questo invece mi delude parecchio.
Lo giocherò, glielo devo, ma non subito. Non tanto per dar retta agli Sconosciuti su Internet, che sappiamo quanto sono affidabili, quanto piuttosto per dar tempo ai suoi autori coreani di sistemarlo, aggiustarlo, rifinirlo qua e là. Come fanno gli artigiani.
(Lo faranno, vero?)
Comics relief
Se già vi facevano ridere le facce buffe che si sovrapponevano a quelle vere so zoom nel periodo buio della pandemia pensate cosa sarà quandi bot di intelligenza artificiale arriveranno con la configurazione sbagliata in riunione e cominceranno a parlare facendo le vocette buffe fino a degenerare in discussioni su guardiani del faro o avvenimenti storici inesistenti.
Pensate e disperate.
A Gennaio, poco dopo averlo preso, ho subito fatto un editoriale su Kobo Libra Colour in cui avevo raccolto ancora dati piuttosto esigui a riguardo. Come sta andando dopo sei mesi? Sta andando piuttosto bene, grazie, il giocattolo riporta che sono già a sessantuno ore di lettura, quasi tutti fumetti, e anche la penna ha scorso abbastanza. Non ho avuto ancora molte occasioni per usarlo per quello che credevo sarebbe stato il suo uso principale, ovvero la rilettura dei miei manoscritti, perché attualmente pochi dei miei manoscritti sono arrivati a quella fase (per ragioni di cui prima o poi parleremo), ma in compenso ho scoperto che quando alla televisione mi sbaglio e finisco a guardare cose noiose (come lo Spiderman di Nicholas Cage, tipo) piuttosto che far doomscrolling trovo molto più salutare aprire il blocco degli appunti e lavorare sui miei libri elaborando schemini di dettaglio delle scene o cose così. Non è sempre un'attività efficace, ma è venuta utile a volte e in ogni caso la facilità con posso farla rende sempre conveniente provarci. Naturalmente, visto che io sono una persona che non butta via nulla, ora ho un blocco appunti di 73 pagine con dentro le più svariate indicazioni. La cosa divertente è che potrei esportarlo in PDF e persino condividerlo. Non lo farò mai, ovviamente, ma nella solitudine della mia cameretta chissà che un giorno non valga la pena scorrerlo di nuovo per vedere cosa mi passava per la testa.
Ci sono stati poi in questi mesi anche fumetti, TANTI fumetti, recuperati con Humble Bundle. Io di fumetti non ho mai parlato molto su FTR perché ne leggevo pochi e ora mi sono fatto una cultura con un sacco, proprio un sacco di roba vecchia, che sicuramente conoscete già a menadito. Nonostante questo lascio qui qualche appunto riguardo cose che mi sono passate sottomano, alla nostra maniera, quindi, presentando tutto in modo casuale e ostentando grande incompetenza.
Appena preso il Kobo pronti via il primo fumetto che ho deciso di leggere è stato Witchblade, un omnibus che ne raccoglieva i primi numeri. Anni fa, per sbaglio, incappati nella bizzarra serie TV che realizzarono dal fumetto e qualcosa del suo immaginario rimase incastrato nella mia testa. Witchblade è un fumetto brutto, anche per alcune vicissitudini che ci sono state durante la sua produzione. Le premesse sono abbastanza interessanti, c'è la poliziotta disillusa che viene dal basso che si trova incastrata col guanto alieno e si scontra con il riccone corrotto e senza scrupoli e il suo super-samuai-ninja-guerriero galoppino. Lei ha anche tutta un'altra serie di casini tra cui essere l'amante del suo partner e avere il solito chiodo fisso per la morte del padre. Purtroppo la trama deraglia quasi subito, tutti gli aspetti più interessanti vengono rapidamente messi da parte e la storia si riempie di splash page con poco senso e baloons bianco su azzurro (che non vi dico come si leggono su un Kobo sette pollici). Witchblade però mi ha insegnato una grande verità: il fumetto si regge principalmente sul nudo di donna e lo fa con una tale spudorata sfacciataggine da far paura.
Un'altra opera su cui mi sono avventato abbastanza presto una volta preso confidenza con lo strumento è stata Paper Girls. Anche qui sono partito dalla serie TV che è stata realizzata, piuttosto recentemente, dal fumetto. La serie, in realtà, era uno strano progetto evidentemente nato già morto che un po' pasticciava la trama dell'opera originale senza avere una direzione molto chiara. Era divertente e io l'avrei anche continuata a guardare volentieri, se non l'avessero brutalmente troncata. Il fumetto è un delizioso pastiche di viaggi nel tempo sotto cui è nascosta una bella storia di amicizia giovanile, problemi dell'adolescenza e tematiche LGBTQI+. Ovviamente il finale è confusionario (come per tutte le storie di viaggi nel tempo), ma soddisfacente sotto molti punti di vista.
Ultimo, ma non ultimo, abbandonando il mio ordine cronologico di lettura, voglio portare alla vostra attenzione Hack&Slash che secondo me è un prodotto molto più intelligente di quello che appare. La protagonista gira con un omone grosso e cattivo a uccidere slashers, ovvero non morti dotati di superpoteri che vagano per il pianeta uccidendo persone. E' un'opera con un sacco di lore da cinema horror anni 80/90 e la stessa carica di ignoranza, soprattutto per quello che riguarda le scene action, ma sull'altro versante è una vicenda che ha anche la sua profondità, soprattutto nel modo in cui lavora sui suoi due protagonisti, sulla loro psicologia e sulla loro solitudine. Personalmente amo molto questo tipo di dinamico duo che comprende una ragazza incazzosa e un grosso tizio taciturno e entrambi gli aspetti in questo caso sono realizzati in una maniera che me li ha subito venire in simpatia. Ok, anche questo fumetto fa molto conto sul nudo di donna, ma in questo caso possiamo quasi concederglielo come citazione diretta del cinema horror di cui abbiamo parlato poco sopra.
L'editoriale chiude qui, come avrete intuito dalle statistiche di cui sopra potrei parlare ancora ore e ore delle mie letture, ma non lo farò. Mi riserverò però di tornare con column del genere anche in futuro, magari, tanto per sopravvivere a quei momenti in cui mi trovo davanti all'editoriale senza argomenti da trattare, per dire, o anche per promuovere della buona arte. Che non ce n'è mai abbastanza in giro.
Cymon: testi, storia, site admin“Una donna non può / Fare finta di niente / Una donna non può / Far cadere le stelle / Non dimenticherò / Quel rossetto in valigia / E i dubbi che ho / Che tu mi abbia tradita / Tutti i dubbi che ho / Una donna non può”