Tutto brucia (ancora)
Perché dobbiamo sempre lodare chi si prende i suoi bei rischi? Perché tanto nelle narrazioni che ci raccontiamo poi va sempre tutto bene oppure non c'era alternativa che prenderseli. Ma l'ingegneria, che è disciplina noiosa e quindi ammazza tutte le narrazioni, ci ricorda che ci si prende rischi se non si è stati capaci di evitarli prima e non si è stati previdenti a riguardo e che la scelta da fare, se ci sono troppi rischi, è non partire. GLi eroi ci sono solo nei film.
E un po' è la narrazione eroica che sta facendo naufragare l'industria dei videogiochi, di cui parliamo da diversi mesi in termini apocalittici. Credo sia onesto ricominciare l'anno così, come lo abbiamo finito, con le dichiarazioni di Tim Sweeney che parla della più grande crisi da quando l'uomo ha inventato il pixel (in pratica). Sweeney butta sul piatto, in priorità, la carenza di hardware dovuta all'AI che suona tanto come un "non è mica colpa nostra". Non credo che la spiegazione regga tantissimo, il declino dei videogiochi è cominciato prima della corsa all'AI e la corsa all'AI impatta tutta l'elettronica in maniera tanto generale che non è possibile che un intero settore si ritrovi in crisi, a meno che non avesse già delle fragilità pregresse.
E si, le fragilità pregresse sono quelle esposte nel secondo punto (ribadiamo nuovamente) ovvero la crescita selvaggia dei costi di produzione dei giochi triplaA. In questo caso il punto viene centrato perfettamente: Do you need to model an entire world that takes 45 minutes to walk across? If there’s not a reason for that – if it’s not pushing the experience or story forward – that’s just a party trick.
Come siamo arrivati qui? Siamo arrivati qui quando sono morti i game designer che imponevano ai loro prodotti una visione e sono stati sostituiti in toto dai reparti marketing. Reparti marketing che hanno continuato a vomitare sui progetti le cose "che sarebbero piaciute al pubblico" senza tenere presente un'idea organica, un punto di riferimento, un messaggio da trasmettere mediante il prodotto. Senza quello non puoi distinguere game experience da party trick per cui è tutto buono, tutto necessario, tutto costosissimo.
Badate bene che al cinema è successa più o meno la stessa cosa, con la differenza che il concetto di regista è più consolidato e l'industria è troppo vecchia per perdere tutti i suoi punti di riferimento, ma ci sono moltissimi casi di prodotti che mettono a cartellone nomi paravento per proporre zuppe di algoritmi di gradimento. Non si ha un'esplosione dei costi perché ci sono molti più parametri inamovibili all'interno del ciclo produttivo, ma la mancanza di visione e direzione si sente altrettanto.
Certo, Tim Sweeney potrebbe anche spiegarci perché la sua piattaforma di distribuzione è così depressa, ultimamente. Epic Game Store non è mai stato un grandissimo software o un oggetto capace di dare soddifazioni al pubblico, sorretto principalmente dai giochi gratuiti settimanali e dall'ecosistema Fortnite. Ultimamente però mi sembra sia proprio allo sbando, sia perché mi ha introdotto un mortale bug che per dieci giorni mi ha impedito di giocare/installare (e che si risolve con una pezza manuale, piuttosto che con una fix in aggiornamento) sia perché mi da proprio la sensazione di un oggetto che tira a campare. A parte i giochi in regalo sempre di minor pregio si sentirebbe, magari, il bisogno di una rinfrescata al software e al suo modo di proporre i contenuti, una qualche novità, un qualche segno di vita. Vista la nomea che la piattaforma ha un rilancio di immagine dopo tanti anni di immobilismo sarebbe un dovere, invece è tutto un tirare a campare.
Per altre notizie catastrofiste che manco il climate change Microsoft caricherà un costo orario sul gioco in streaming. Credete che la notizia brutta sia questa, ma il problema è che l'azienda ha dichiarato "che tanto la gente ci gioca così poco che non se ne accorgerà nessuno". Il gioco in streaming dovrebbe essere il futuro e in particolare doveva essere l'ancora di salvezza di Microsoft stessa che di certo sull'hardware non brilla da mai. L'azienda invece sembra non farsi problemi a tirare i remi in barca, decidere che il servizio costa troppo (e quindi non investirci per far scalare il sistema) e caricare i problemi sul pubblico (deprimendo ulteriormente la base utenti che potrebbe usare il servizio). Può sembrare l'ennesima attività vampirica di quei cattivoni dei capitalisti, ma secondo me è un segnale ancora più brutto, che si mostrerà in tutta la sua evidenza tra qualche anno.
Bentornati a scuola! Bentornati al lavoro! Vedete, anche lontano dalla vita reale potete trovare tormenti, crucci e grandi tragedie. Il mondo dei videogiochi è la terra dei mille Ozymandias che hanno conquistato tutto e ora sono tutti ridotti in polvere.
E noi disperiamo.
Cymon: testi, storia, site admin“Since you don't have a smelly bio-anus like humans, you know where you can shove your holy laws of robotics: up your drainage valve! Before, i didn't have a master; now, i don't even have stories about him!”