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1068, 04/06/2021 - Fototessere
1068
04 . 06 . 2022

Sperare contro ogni speranza

Neo nella strip di oggi si vedrà anche vecchio, ma di certo non gli mancano le ossessioni dei millennials... Neo, fai proprio schifo!
Ma veniamo subito alle nostre, di ossessioni (quantomai lontane, ahimé, da quelle dei giovinetti odierni): è stato presentato un nuovo filmato promozionale di Final Fantasy XVI.
Come in tutte le grandi storie d'amore, anche tra me e FF c'è un rapporto complesso, stratificato, che è mutato più volte nel corso degli anni. Mi sono già psicanalizzato a fondo in occasione del primo trailer, quando decidetti che la preziosissima Prima Impressione, cantata dai poeti in ogni dove, non era stata appassionata come avrei sperato.
Non fu la Prima Impressione di Final Fantasy XVI che credevo di meritarmi: non fu un tenero abbraccio d'armoniosi sensi, come se il gioco fosse stato fatto per me, e per me solo... non fu quell'Amor Cortese favoleggiato da Sansa Stark prima che le brutture del mondo le rubassero l'ingenuità... non fu Beatrice per me Dante, che riunisce in sé tutto quanto vi è di bello e di buono e desiderabile.
No, quello era Final Fantasy Versus XIII/XV (parlando di prima impressione).

Ora che il clamore della battaglia è cessato, i cori epici tacciono, i lampi e gli effetti particellari del Luminous Engine™ si sono spenti, io e Final Fantasy XVI restiamo finalmente soli, a guardarci in tralice, tra noi un silenzio imbarazzante.
Non lo so. Non ho ancora visto chara-design memorabili. L'ambientazione sembra radicata nel medioevo europeo senza particolari guizzi estrosi, che sarebbe un colossale passo indietro, ma anche su questo è troppo presto per scoppiare a piangere.
Diciamo che siamo ancora al labbro tremolante e all'occhietto lucido.
Passando al sistema di gioco, pare proprio un gioco d'azione estremamente tecnico in stile Devil May Cry, il che è bene, ma significa che molto probabilmente c'è un solo personaggio controllabile e non un party, il che è molto male.
Ah, Final Fantasy XVI, quanti pensieri mi dai! Anche questo trailer calca la mano sul sangue, e sembra di scorgere persino una scena post-coito... ma dov'è la trepidazione, le palpitazioni del cuore? Ti sei presentato quindici anni dopo Final Fantasy XV, già adolescente, e sembri aver saltato del tutto la fase innocente della giovinezza.
Sono convinto che sarà un ottimo gioco, e ai cani e ai porci che compongono il pubblico piace già tutto tantissimo. Però non so, stavolta non è stato colpo di fulmine, dovremo lavorare di più per costruire una relazione.

Nello stesso evento è uscito anche un primo filmato di Street Fighter 6. Ecco, possiamo copincollare quanto detto sopra: anche in questo caso non mi sento avvampare di desiderio irrefrenabile. Qua le aspettative erano molto più basse, naturalmente, però in fondo in fondo non era mai morta in me la speranza che le mirabolanti tecnologie degli anni 202X potessero essere messe al servizio di una direzione artistica ispirata ai sublimi illustratori di CAPCOM: Akiman, Kinu Nishimura, Bengus e gli altri. Che le loro illustrazioni potessero prendere vita davanti ai nostri occhi e animarsi sotto alle nostre dita.
Speravo contro ogni speranza.
Ancora una volta non sarà così. Proverò a farmi piacere questi muscoli iper-vascolarizzati, questi pori del viso sudati, questi peli. Almeno, ringraziando i cieli, le proporzioni dei corpi e i volti sono stati risparmiati dall'iperrealismo e dal fotorealismo (Chun-Li ha ancora quelle cosce spettacolari, e lei e Ryu sono sempre bellissimi). La mia speranza è solo rimandata, però.

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04 . 06 . 2022

Mille colori di commedia

Questo delle fototessere è ovviamente un fatto vero che mi sconvolge alquanto. Ho sempre fatto fototessere (quella cosa un po' intima un po' squallida di entrare in uno sgabbiotto nel metrò un po' come se andassi in un bagno pubblico e aprtirti a un obiettivo) e sono sempre risultato, come da prassi, una cosa a metà tra un barbone malsvegliato e un terrorista rosso degli anni 70. Quest'anno invece, nonostante lo specchio mi desse ancora quel feeling, sono uscito nelle immagini esattamente come il quarantenne che sono solo che io non mi sono mai abituato a esserlo e questo un po' mi ha messo addosso dell'angoscia.
Le fototessere, ovviamente, sono state solo il primo passo verso il rinnovo passaporto, non so se ne parlerò, c'è tanta elettronica e tanta scienza moderna in questa procedura così antica che quasi forse potrebbe valer la pena di scriverne. Una volta che sarà finita. Quindi temo non a brevissimo.

Myriad Colors Phantom World è un anime che ho visto e di cui non volevo realmente parlare, perché è più leggero dell'acqua fresca, però non riesco a togliermi dalla testa il parallelismo con Anti-Magic Academy, che recensii qui e che, partendo da presupposti diversi, mi ha restituito le medesime sensazioni. Visto che qua non ci atteggiamo solo a pervertiti otaku (chi lo fa mai, ormai), ma a veri e propri filologi intravedere un pattern significa andare a fondo nell'analisi di come va il mondo e di come funziona l'industry, abbastanza per spenderci la settimana (non che si avesse molto altro di importante da fare.

MCPW parla del nostro mondo in cui però un incidente in un centro di ricerca fa sé che si attivi nel cervello umano una qualche capacità di materializzare... cose... dove cose possono essere degli archetipi, delle creature mitologiche o anche solo delle illusioni personali. Queste cose sono assolutamente autonome rispetto alle persone e allora ecco che il mondo si popola di Phantom, creature bizzarre che però, a detta di tutti, sono sono pericolose, al massimo possono apparire fastidiose. Quando lo sono ecco che la società fa affidamento a ragazzini con superpoteri, nati all'altezza del medesimo incidente, le cui capacità sono probabilmente derivate dalla medesima causa. Ogni ragazzino ha un superpotere differente. Organizzandoli in club scolastici (sono ovviamente adolescenti essendo tutti nati post-incidenti) si ottengono dei veri propri team anti-phantom che pattugliano la città.
Non è nemmeno necessario specificarlo, ma il nostro protagonista è membro di un team un po' sfigatello, che ovviamente andrà a comprende i soliti casi umani, ovvero la ragazza esuberante e tettona, quella timida e stettata, la tsunderina non rompetemi le balle e la loli.

Non è vero che Myriad Colors è un anime che non contiene niente, il personaggio principale di Haruiko apre ogni puntata discutendo di una qualche interessante questione riguardante la percezione o il modo di concepire il mondo, con tono molto didattico, lasciando intendere che da lì scenderà l'episodio. Questo in generale fa sì che l'atteggiamento nei confronti della puntata abbia un che di scientifico e induca a qualche piccola riflessione. E' però questione di un momento, per il resto ci sono ragazzine che urlano, fantasmi e qualche nota di colore.

Quello che accomuna Anti-Magic Academy e Myriad Colors è lo schema per cui abbiamo un protagonista maschile al centro circondato da un gruppo di ragazze tutte bene o male attratte da lui (o anche solo colpite dalla sua sensibilità), un meccanismo palesemente comedy che ricorda quasi le commedie sexy anni 60 anche perché, naturalmente, le ragazze finiscono sempre in improbabili situazioni seminude, sotto la doccia oppure avvinghiate strettamente al nostro, immagini che generano l'ilarità più di quanto possano generare pruriti, naturalmente, ma che sono ingegnerizzate spietatamente per sollazzare un pubblico che non si fa troppi problemi.
Questo meccanismo, però, per una sorta di legge dei vasi comunicanti, ha, annegato nelle scritture odierne, un interessante side-effect, perchè in conclusione sono proprio le ragazze, più numerose e presenti, i personaggi forti della storia e non mancano certo di approfondimenti e sfumature. In sostanza, quindi, possiamo dire che uno schema che è palesemente maschilista in realtà offre un ampio campo al girl-power come a volte show più accorti non fanno.

Myriad Colors Phantom World è un anime così insignificante che non c'è da affaticarsi a giudicarlo. E' diventente, strappa un paio di risate, ci sono delle tette e dei combattimenti. Eppure sembra esistere un mercato esattamente per questo, cioè per opere che devono correre dritte nel cervello da parte a parte, senza mai fermarsi, senza far sì che nemmeno lo spettatore abbia un momento per riflettere. Secondo me se consumate molti molti anime hanno senso di esistere, ci saranno dei momenti in cui proprio non volete impegnarvi o non volete scoppiare a piangere perché una qualche ragazzina ha perso il fratello in una battaglia cruenta. Per quei momenti esistono anime così. E nel far quello funzionano perfettamente.

“Psycho Killer / Qu'est-ce que c'est? / Fa-fa-fa-fa, fa-fa-fa-fa-fa-fa, better / Run, run, run, run, run, run, run away, oh-oh-oh / Psycho Killer / Qu'est-ce que c'est? / Fa-fa-fa-fa, fa-fa-fa-fa-fa-fa, better / Run, run, run, run, run, run, run away, oh, oh, oh, oh / Ay-ya-ya-ya-ya-ya, ooh”

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