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31/01/2k26 - Brigata Venerdì - The PM: Incredibilmente persino la brigata Venerdì ha un PM
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31 . 01 . 2026

Cinque colori

Viviamo tutti cristallizzati nei gusti e nelle sensibilità della nostra prima giovinezza.
Pensa dunque che fortunelli siamo noi, ad esser stati bamboccini e ragazzetti delle decadi più gloriose della civiltà umana...?! Ecco quindi che anche per questa nuova avventura creativa di FTR, la Brigata Venerdì che annunciavamo settimana scorsa, abbiamo naturalmente attinto agli anni '80 e '90.
Sempre là torniamo: ai cartoni animati che arrivavano dall'Estremo Oriente, alle serie pomeridiane con attori veri in costumi di gommapiuma che avrebbe potuto confezionare tua nonna (e forse venivano meglio), alle scene di vestizione ripetute sempre uguali come rituali per tirare al risparmio sui fotogrammi, alle squadre di personaggi coi costumi coordinati e distinti per colore e personalità: da Sailor Moon ai Power Rangers ai piloti dei felini robotici che componevano Voltron...

Di solito erano in cinque.

Cinque saranno dunque i componenti di questa nuovissima e vecchissima formazione, ognuno col suo colore e una personalità riassumibile in tre comodi bullet point, come mi pare che vada molto di moda anche oggi su LinkedIn.
Il primo è il “PM”, perché meglio tenersi vicini i propri nemici.
Un aspetto buffo di questo lavoro (?) è che i chara-design sono miei ma poi è Cymon che ha assegnato i ruoli, sorprendendomi in certe scelte: eppure questo energumeno palestrato e lampadato, dalla dentatura impressionante, grande consumatore di prodotti di barberia, che altro poteva essere se non un Project Manager?

La fenomenologia del PM è affascinante: esso rappresenta quanto di più lontano si possa dare dall'Informatico, eppure è condannato a coesistere con esso in un rapporto conflittuale ma simbiotico.
Senza Informatici, il PM sarebbe inutile ed inerme come un giocatore di scacchi senza le sue pedine; e senza PM, gli Informatici non saprebbero allacciarsi le scarpe da soli per uscire di casa la mattina.

Avrei tante parole amarissime da dire sulla nostalgia delle decadi passate e su come viene rivenduta e comprata oggi.
Non credo sarebbero concetti originali: non si tratta certo di fenomeni sottili, e chiunque abbia un po' di sensibilità sarà stato preso da attacchi di nausea simili ai miei.
Magari avremo modo di disseminarli per i prossimi editoriali, man mano che presentiamo gli altri membri della B. V.

“Potresti attirarmi verso il fuoco, potresti attirarmi verso l'acqua, potresti attirarmi verso la forca, potresti attirarmi verso la peggiore delle morti; potresti attirarmi verso tutto ciò che ho cercato in ogni modo di evitare, potresti attirarmi verso qualunque scandalo e qualsiasi vergogna.”

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31 . 01 . 2026

Tavolette d'argilla

Il giocattolo che mi sono fatto per questo Natale è il Kobo Libra Colour. Fino a oggi non ho posseduto mai né un tablet né un Ereader, mi sono sempre considerato un informatico vecchio stile, di quelli che fanno sempre tutto con il PC e anche un lettore vecchio stile, di quelli che leggono principalmente sulla carta. Non è cambiato nessuno di questi due atteggiamenti, ma ho trovato che questo specifico prodotto (a un prezzo ragionevole) andasse a soddisfare in modo efficacissimo certe mie esigenze e quindi ho deciso per il grande passo.

Come sapete sono uno scrittore (ridalli) e come probabilmente sapete anche se non siete scrittori non c'è compito più tedioso che rileggere quello che si è scritto. Purtroppo è anche un lavoro fondalmentale, da cui non si può scappare. Senza che stia qui a tirarvi in mezzo studi cognitivi o meccanismi neurologici è assolutamente certificato che leggere su carta è meglio. E' meglio perché la concentrazione è più alta, è meglio perché puoi prendere appunti più efficacemente, è meglio perché puoi farlo in qualsiasi posto vuoi. Purtroppo però la carta è quella cosa a cui non vogliamo far arrivare niente di quello che produciamo digitalmente perché per farlo dovremmo stampare e non esiste nessuna attività che sia più odiosa dello stampare, senza contare i suoi costi elevati e la catena di disordine che innesca, riempiendoti la casa di A4 che non sai mai se devi buttare oppure no.
Kobo non sostituisce la carta con efficacia completa, ma è un ottimo compromesso. Prendi il tuo file, lo fai girare su Calibre e carichi l'epub sul reader. Innanzitutto ottieni un feeling vicinissimo a quello che avranno almeno una parte dei tuoi lettori, ovvero quelli che prenderanno il libro in ebook e questo è già molto interessante, ma poi puoi portarti il testo in giro dove vuoi. Kobo Libra Colour è uno dei modelli di ereader che supporta la (costosissima) penna per prendere appunti sul testo. Durante la rilettura, quindi, puoi anche prendere appunti utili a applicare le correzioni. In questo senso non c'è proprio niente che possa essere meglio della carta. Io sono un grande fan degli appunti scarabocchiati e delle linee tirate con rabbia e un certo livello di coreografia lo puoi ottenere solo con un sistema completamente analogico. Kobo più la sua (costosissima) penna, però, restituiscono un buon feedback e magari puoi limitarti a segnare il punto su cui lavorare senza suggerire la soluzione completa sul momento. Una volta finita questa fase puoi passare all'editor e ripercorrere tutti i punti aperti trovati.

Kobo è anche una tavoletta d'argilla su cui scarabocchiare e cancellare. Diventa quindi anche molto utile per il brainstorming. Quando sono affaccendato in cose che non necessitano della mia totale attenzione apro una pagina in un libro di appunti e lo uso come lavagna. Anche qui, personalmente credo che scrivere sia un passaggio fondalmentale quando faccio dei ragionamenti (parlo come scrittore), mentre progetto una storia riempo pagine e pagine di fogli a quadretti. Sui fogli a quadretti, però, cerco quantomeno di gettare pensieri completi, in bell'ordine. Il Kobo mi aiuta invece nella fase precedente, in cui fare andare le mani è fisiologico nel processo creativo, anche se significa impilare solo scarabocchi su scarabocchi.

Infine, non crediate, ho ceduto anche un po' a quello che riguarda l'uso del Kobo come lettura, ma solo in un certo senso. Innanzitutto internet è piena di libri disponibili gratuitamente (perdavvero) e alcuni di questi magari sono dei testi particolari che non vorresti proprio comprare o che non sono nemmeno stampati. A volte sono addirittura oggetti inediti. Queste cose non vanno a sostituire i libri che ho in coda di lettura, ma su Kobo posso almeno provare a dedicargli un po' di tempo e vedere se meritano. Poi, ancora più importante, ci sono i fumetti. I fumetti mi piacciono, ma non ne acquisto, non ne acquisto perché in questo caso avrei un problema di spazio persino peggiore di quello che ho adesso con i libri. I fumetti vanno anche rincorsi, seguiti esaminati e molto spesso è più lavoro di quanto voglia farne. Adesso che ho il Kobo sono tornato a fare visita regolarmente a Humble Bundle (che idea intelligente!) che ogni tanto mette a disposizone dei pacchi veramente interessanti.
Naturalmente per quello che riguarda l'experience facciamo i dovuti distinguo. I fumetto sono quello che da un senso al Colour del prodotto (oltre agli evidenziatori colorati e i colori delle penne con cui scrivere), ma la qualità della lettura in questo caso è proprio un compromesso. I colori su Kobo sono (giocoforza) più sbiaditi che nella realtà e lo schermo è piccolissimo, sono molti i casi in cui si è costretti a zoomare per capirci qualcosa. Se a questo aggiungete la reattività dell'ereader che non è certo quella di un tablet capirete che per leggere decentemente bisogna applicare molte malizie.
Io però ai fumetti ci avevo rinunciato completamente, avevo deciso che non mi servivano e quindi riuscire, anche solo per curiosità, a studiarne qualcuno e leggerlo con pazienza è sicuramente un improvement.

Anche dopo aver comprato il Kobo ero scettico. Lo avevo provato un pochino, sapevo che faceva quello che volevo, ma non sapevo se avevo tante cose da fargli fare per giustificare l'acquisto. Sono invece rimasto soddisfatto sotto tutti e tre i profili, mi ha aiutato a correggere i libri, è un buon quaderno degli appunti e i fumetti hanno sostituito in gran parte il doomscrolling scemo del cellulare in cui finivo prima. Sono una persona piuttosto cauta con la tecnologia, guardavo gli ereader da lontano, comprendendo a cosa servivano, ma non sentendo di averne bisogno. Adesso invece penso proprio di potermi dire soddisfatto.

“You hover like a hummingbird, haunt me in my sleep / You're sailing from another world, sinking in my sea / Oh, you're feeding on my energy / Letting go of it, she wants it / And I run from wolves, ooh / Breathing heavily at my feet / And I run from wolves, ooh / Tearing into me without teeth”

Cymon: testi, storia, site admin